Castelraimondo Cittadinanza onoraria a Fiorella Mannoia

22 Lug 2017
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Approvato all'unanimità  dal consiglio comunale il conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Castelraimondo a Fiorella Mannoia, grande interprete della musica italiana originaria della frazione di Castel Santa Maria, da sempre impegnata nel sociale e voce dei più deboli, solidale e vicina ai territori colpiti dal terremoto.

Questa la motivazione con la quale il consiglio le ha conferito la cittadinanza onoraria, che verrà consegnata alla cantante domenica 30 luglio alle ore 12 in Piazza della Repubblica.

Per l'affetto e l'attaccamento dimostrati, nei confronti della nostra terra, da Fiorella Mannoia, artista, cantante, cantautrice, compositrice e personaggio pubblico che, nella propria vita, ha saputo essere sempre esempio di dedizione, impegno civile e sociale, passione, professionalità, umanità ed umiltà e che, con la Sua partecipazione agli eventi solidali in favore delle popolazioni terremotate delle Marche, ha manifestato ancora una volta il piacere e l’orgoglio di sentirsi originaria del Comune di Castelraimondo e parte della nostra gente, al pari di ogni concittadino.

“Sono estremamente soddisfatto che il consiglio comunale abbia votato all'unanimità questa proposta – ha affermato il sindaco, Renzo Marinelli – alla quale lavoriamo da molto prima dei drammatici eventi sismici. Sempre forte è stata in noi la volontà di conferire a Fiorella Mannoia la cittadinanza del paese della quale è originaria e che mai dimentica di citare, soprattutto in occasione dei suoi concerti nelle Marche. Perciò l'occasione del concerto a Camerino, nell'ambito del festival RisorgiMarche, è sembrata a tutti perfetta per conciliare questo momento. La sua presenza sarà l’ennesima dimostrazione dell’attaccamento, dell’affetto e della sensibilità di questa grande artista nei confronti della nostra terra e della nostra gente, verso la quale ha manifestato e sta manifestando il proprio sostegno e la propria solidarietà. Certamente, la descritta vicinanza ideale e materiale, sempre espressa da Fiorella Mannoia nei confronti del nostro territorio, è il segnale chiaro ed inequivocabile che la stessa abbia sempre voluto mantenere viva la consapevolezza delle proprie origini, indissolubilmente legate al nostro Comune, in quanto sua madre, la Sig.ra Maria Gabrielli, nata nella frazione Castel S. Angelo, ha trascorso a Castelraimondo i primi venticinque anni della sua vita. Un momento che sarà quindi doppiamente significativo e di grande rilevanza per tutto il territorio ferito dal sisma. ”.

La cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a Fiorella Mannoia,  si svolgerà appunto domenica 30 luglio alle ore 12 in Piazza della Repubblica

Operazione Carabinieri Forestali. Sequestrate 45 tonnellate di pasta biologica

21 Lug 2017
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I carabinieri forestali di Pesaro Urbino hanno sequestrato ingenti quantitativi di pasta etichettata con mendaci indicazioni nutrizionali e priva del contenuto proteico minimo per essere commercializzata in Italia.
Le indagini, dopo un primo sequestro d'iniziativa del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale, sono state coordinate dalla Procura di Pesaro e hanno portato al sequestro preventivo di circa 45 tonnellate di pasta nello stabilimento di produzione e presso la piattaforma di distribuzione dell'azienda. Nell'esecuzione del provvedimento sono stati coinvolti i reparti dei carabinieri forestali di Marche, Emilia Romagna e Lombardia. Le ditte produttrici hanno immediatamente ritirato il prodotto presente negli scaffali dei punti vendita della grande distribuzione, destinandolo, con l'assenso della Procura, all'alimentazione del bestiame.
Comminate anche sanzioni amministrative per oltre 6.000 euro.

Repertorio 01

Da Loro Piceno a Parigi in bicicletta. L'impresa di Peppe Cotto, il macellaio con le Marche nel cuore

21 Lug 2017
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Peppe Cotto alla conquista di Parigi. Partito da Loro Piceno in bicicletta, il macellaio poeta marchigiano è riuscito nell’impresa di raggiungere la capitale francese in meno di una settimana

Non sarà un record da Guinness dei primati, ma quella di Giuseppe dell’Orso, è senz’altro una sfida vinta che entrerà nella storia di Loro Piceno.

Proprio dal piccolo comune del maceratese l’istrionico macellaio era partito venerdì 14 luglio alle ore 5,00 del mattino inforcando la sua Wilier Triestina del 1985 alla volta di Parigi che avrebbe dovuto raggiungere il 23, giusto in tempo per assistere all’arrivo del Tour de France sull’Avenue des Champs Elysées.

                                                                                                                                                                                                                            La Wilier Triestina del 1985                                                                          

La Wilier Triestina del 1985

Più di millequattrocento chilometri da coprire in completa solitudine e senza la minima assistenza, che il leggendario Peppe Cotto è riuscito a macinare in poco più di centocinquanta ore, arrivando con quasi un giorno di anticipo sulla tabella di marcia prevista.

Una distanza davvero impressionante che il ciclista lorese ha percorso con il cuore ancor prima che con il fisico, proprio perché lo scopo dichiarato del personalissimo tour era quello di riportare l’attenzione dei media nazionali e internazionali sulle zone marchigiane ferite dal terremoto dello scorso anno.

Si è trattato di una grande prova di coraggio, abnegazione e amore autentico per la propria terra che siamo sicuri non passerà inosservato.

                             Sotto : Peppe Cotto e Dumoulin

PeppeCotto e Dumoulin

Neri Marcorè a Futura Festival. L'attore marchigiano sarà a Civitanova Alta il 28 luglio

21 Lug 2017
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Neri Marcorè è il nuovo ospite di Futura Festival. L’attore marchigiano, in questo periodo impegnato con il progetto Risorgi Marche, il Festival per la rinascita delle comunità colpite dal sismaha accettato l’invito del direttore artistico Gino Troli e parteciperà alla quinta edizione della manifestazione civitanovese.

Marcorè sarà venerdì 28 luglio alle 21.30 in piazza della Libertà, in Città Alta, insieme a Paolo di Paolo. Il suo intervento, dal titolo La scena, la vita e l’impegno per le Marche, parlerà dei suoi numerosi progetti lavorativi, dal cinema alla tv come attore, conduttore, doppiatore, e avrà un approndimento sulle azioni di rilancio del nostro territorio dopo i terribili terremoti del 2016, che lo vede in prima fila. 

Il 28 luglio, come annunciato nei giorni scorsi, sarà anche il giorno leopardiano. Futura Festival ha voluto, in un momento così instabile e incerto per le Marche, ripartire dai valori assoluti espressi dalla nostra regione, Giacomo Leopardi e il suo Zibaldone, di cui ricorre il bicentenario del concepimento. In questa giornata sono in programma gli incontri delle 18 al Chiostro di Sant’Agostino con Mario Andrea Rigoni, Armando Massarenti, Antonella Antonia Paolini, Gilda Policastro e Filippo La Porta e alle 19 nella sala Pio X con Antonio Di Grado, Lucilio Santoni e Alessandro Pertosa per una rilettura contemporanea del poeta recanatese. Sempre dedicato a Leopardi, sabato 29 c’è la lezione di Emilio Russo, introdotta da Maria Grazia Baiocco, al Chiostro Sant’Agostino (ore 18), mentre domenica 30 luglio gran finale con due appuntamenti. Alle 19 al Chiostro Sant’Agostino Edoardo Boncinelli e Giulio Giorello (L’incanto e il disincanto: Leopardi poeta, filosofo, scienziato), e alle 22.30 il recital Infinito Giacomo di e con Giorgio Colangeli, al Teatro Annibal Caro.

Festa della montagna a Santa Maria Maddalena

21 Lug 2017
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Il terremoto ha diviso e spaccato gli Appennini.

La montagna ferita e abbandonata ha visto nel secolo scorso "scappare" gli abitanti che hanno preferito la pianura e trovare occupazione nella grandi industrie.

Il sisma di agosto e ottobre del 2016 ha dato l'ultimo colpo mortale.

Santa Maria Maddalena, una chiesa simbolo per la montagna e punto d’incontro di 4 comuni: Caldarola, Cessapalombo,Pievebovigliana ( oggi Valfornace ) e Fiastra dal 2007,annualmente,nel mese di luglio si ritrova per la Festa della Montagna, in occasione della ricorrenza di Santa Maria Maddalena che cade il 22 luglio.

La tradizione vuole che venga offerto il pane benedetto e domenica 23 luglio sarà celebrata solo la festa religiosa. Alle 10.30 si svolgerà la tradizionale processione e la benedizione dei luoghi che hanno visto i nostri avi lavorare e coltivare quelle terre aride.

Alle ore 11.00 la Santa Messa presieduta da Mons. Eraldo Pittori, parroco di san Maroto.

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Come detto, gli eventi sismici hanno scoraggiato le amministrazioni, dopo 10 edizioni consecutive,

la festa civile non si svolgerà. Non sono mancate alcune polemiche, ma gli amministratori hanno scelto la strada della priorità negli impegni quotidiani e non disperdere le energie.

A tal proposito pubblichiamo di seguito il commento di Valentino Lampa, un cittadino residente a Caldarola nella frazione di Pievefavera, dove gran parte degli abitanti ogni anno prendono parte alla festa e alcuni di loro amano anche fermarsi a dormire in tenda durante la notte.

"Che la festa civile non si debba svolgere e' semplicemente fuori luogo. La festa  civile non e' altro che mangiare in compagnia. Per millenni ognuno si e' portato il proprio cibo da condividere e perche' quest'anno non si puo' fare? Non tutti sanno, fortunatamente che nelle vicinanze della chiesa sorge un'area archeologica, forse un'area votiva dedicata a qualche culto, antichissima. La tradizione vuol che le genti che 
lavoravano alla raccolta del grano, ad una certa ora sospendevano il lavoro, partecipavano alla funzione religiosa e poi pranzavano tutti insieme. Una tradizione millenaria che deve continuare..."  

 

Per gli appassionati alcuni cenni storici.

La Chiesa di Santa Maria Maddalena, si trova a quota 1120 metri all'interno del Parco dei Monti Sibillini.

Una chiesa isolata, che sorge alle pendici del Monte Fiegni. stile romanico, della seconda metà del 1300 costruita in pietra.

( sotto nella foto l'interno della Chiesa )

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All’interno si possono ammirare frammenti di affreschi che raffigurano la Maddalena, il Crocifisso e gli angeli.

La figura di santa Maria Maddalena è una delle più amate e controverse del Vangelo.

Accanto alla Madonna, rappresenta la figura femminile per eccellenza che si distingue al fianco di Gesù Cristo.

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La maggior parte dei cristiani identifica santa Maria Maddalena con una donna di cui si parla nel Vangelo di Luca: una peccatrice che entrò nel luogo dove il Cristo stava pranzando con altri uomini e predicando. Ella senza parlare prese degli unguenti profumati, lavò i piedi del Nazzareno con le sue lacrime e poi li profumò. Mentre tutti incitavano Gesù ad allontanare quella donna, proprio perché notoriamente era una peccatrice, lui replicò che ogni peccato le era stato perdonato, perché aveva molto amato. 

Auguri Verdicchio. 50 anni e grande festa a Matelica per un vino speciale

20 Lug 2017
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Non ce ne vogliano gli amici della Vallesina, ma il Verdicchio di Matelica non ha rivali e a tavola è un vero e proprio Re.

Un vino bianco che nel 2017 compie 50 anni dal riconoscimento della D.O.C. del vino Verdicchio di Matelica, la cui legge fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 1967.

E’ stato il primo vino bianco marchigiano ad acquisire la DOC (acquisita in quell’anno anche dal Rosso Conero) ed il 14°mo assoluto in Italia, subito dopo il Brunello di Montalcino. Certamente fu un primato pieno di significati, sia per la grande efficienza tecnica e politica del nostro territorio negli anni 60’, sia per la lungimiranza testimoniata nelle politiche agroalimentari.

Oggi 50 anni di storia di questa DOC sono una certificazione di qualità molto importante ed inequivocabile: la storia come migliore testimonial della qualità totale del progetto Verdicchio.

Già dalla scorsa fiera del Vinitaly di Verona, i produttori di tutti i comuni che ricadono nella DOC del Verdicchio di Matelica stanno celebrando con varie iniziative questo anniversario.

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Sabato 22 luglio alle h 9.30 avverrà l’inaugurazione del primo Monumento al Verdicchio di Matelica, un’opera dell’artista Andrea Silicati e subito dopo alle 11.00 al Teatro Piermarini di Matelica si svolgerà un convegno/talk show condotto da Carlo Cambi (giornalista anche di Linea Verde) sul tema economico legato al Verdicchio, con la partecipazione di: assessore regionale all’Agricoltura nonché vice presidente della Regione Marche Anna Casini, gli 8 sindaci dei comuni ricadenti nel territorio delimitato dal disciplinare di produzione, il rettore di Unicam, gli imprenditori Massimo Mancini della Pasta Mancini e Sandro Parcaroli della Med Lab, oltre a Umberto Gagliardi presidente dell’Associazione Produttori del Verdicchio di Matelica e il presidente di IMT Antonio Centocanti.

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Questa DOC è un patrimonio comune di altissimo valore culturale ed economico, e rappresenta una reale strategia di sviluppo adeguata ai tempi di crisi industriale e post sisma che stiamo vivendo e gestendo.

La vite ed il vino fanno parte della cultura millenaria di Matelica. Se i vinaccioli di vitis vinifera scoperti all’interno della tomba di Villa Clara all’interno di un bacile di bronzo sono realmente in fase con la sepoltura del principe-guerriero che vi era deposto accanto, questi risalgono a 2650 anni fa. Essi costituiscono i resti di grappoli d’uva deposti insieme ad altre offerte alimentari, quali prodotti a base di latte ed un maialino, al momento della tumulazione dell’illustre defunto nell’ambito di un rituale religioso che rimanda a culti della natura e della terra. La presenza dell’uva domestica deposta come offerta funebre nel bacile della tomba di Villa Clara costituirebbe una delle rarissime e più antiche testimonianze in tutta l’Italia centrale, prova evidente della coltivazione della vite e della produzione del vino che ben si accorda con la vasta presenza nei corredi tombali di Matelica, risalenti al VII secolo a.C., di vasellame, bronzeo e ceramico, legato al simposio degli aristocratici matelicesi di quel periodo

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Dalle ricerche della storica matelicese Prof.ssa Maria Fiorella Conti, emergono numerose testimonianze come quella citata dallo storico Vincenzo Maria Cimarelli nel 1642 che afferma che "Alarico re dei Visigoti, nell'anno del Signore 410, diretto al Sacco di Roma, portò via con sé da queste terre quaranta muli con gerle cariche di barili di vino perché nulla rendeva ai suoi guerrieri più bellicosi e più coraggiosi del Verdicchio".

L'atto notarile sicuramente più interessante per quello che riguarda la storia del Verdicchio di Matelica è conservato presso l'Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino. Si tratta di un documento rogato dal Notaio matelicese Niccolò Attucci, datato 12 Gennaio 1579 in cui si scrive che “Item se obliga piantarci tutti buoni vitiami, et per di più Verdichio et Brungentile”: si tratta, fino ad oggi, della prima citazione esplicita del vitigno Verdicchio per Matelica!

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Per capire poi quanto la viticoltura da sempre è parte della cultura matelicese, va citato, nell’iconografia legata al vino, il dipinto raffigurante il Torchio Mistico della Chiesa di S. Agostino, realizzato da un anonimo pittore della metà del XVI secolo che rivela forti influenze della pittura nordica: la crudele visione vede in alto il Padre Eterno che sta torchiando il Figlio, utilizzando la croce alla quale Gesù, in piedi in un tino colmo d’uva, è ancora inchiodato con le mani.

Quindi 50 anni di storia che arrivano dopo secoli e millenni di vitivinicoltura.

Oggi il Verdicchio di Matelica conta circa 350 ha di superfice vitata, con un potenziale produttivo di 4.550.000 kg di uva atta ad un potenziale produttivo di quasi 3.200.000 litri di Verdicchio di Matelica doc. 13 le aziende associate ai Produttori del Verdicchio su un totale di 15.

Il Verdicchio di Matelica Riserva DOCG e il Verdicchio di Matelica DOC sono due tipologie di vino dotate di forte personalità organolettica che si esprime come sintesi e fusione di tutti i fattori ambientali, umani e sociali di un territorio unico per la sua geografia e la sua storia: la loro peculiarità è la conseguenza della particolarità pedo-climatica-morfologica della sinclinale Camerte, unica valle marchigiana ad essere disposta Nord-Sud: escursioni termiche continentali molto forti a seguito della totale chiusura al mare Adriatico, ma soleggiamento mediterraneo del 43°mo parallelo: un “unicum” di terroir che crea un “genius loci” molto efficace nel definire una Tipicità scientifica.

A tavola il Verdicchio di Matelica sostiene e migliora una trionfale successione di Seppie, Totani, Calamari, Moscardini, Cannocchie, Scampi, Astici di fiume e di mare, con stupende sensazioni che derivano da un perfetto equilibrio. Vanno esclusi tutti gli ingredienti che potrebbero determinare un rinforzo delle percezioni dure, determinando con il Verdicchio sensazioni di amarognolo e sgradevolezza: spezie che esprimono il piccante, extravergini amarognoli, aceto, pomodoro, molluschi bivalve per la loro sapidità, pesce azzurro per l’amarognolo e le persistenti sensazioni iodate. Sono altresì indicati abbinamenti con pesci come Cernia, Merluzzo, Gallinella di mare, Spigole ed Orate. Ma sempre con piatti ricchi di untuosità, necessaria per contrastare la potenza alcolica. Eccellente e molto territoriale l’abbinamento con la trota: vino e pesce di montagna. La freschezza e l’alcolicità che lo contraddistinguono lo rendono sublime con il fritto dell’Adriatico, anche in tempura; lo è anche con altri fritti come di Coniglio, di rane, e di Olive ripiene all’Ascolana. Nel mondo dei formaggi si sposa, per la sua sapidità, con quelli freschi tendenzialmente dolci e burrosi come pecorini, caprini, Casciotta di Urbino, Robiola d’Alba, Stracchino. Si lega felicemente con salumi nei quali è presente una buona grassezza e una tendenza dolce, come il Ciauscolo, sono sconsigliati i salumi stagionati come il Salame di Fabriano, ed i prosciutti, specialmente la tipologia di montagna.

Street Art per la rinascita: a Pieve Torina un bando per esprimere creatività sulle pareti dei container commerciali

20 Lug 2017
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Il Comune di Pieve Torina, centro distrutto dal terremoto, ha pubblicato nei giorni scorsi un bando di gara internazionale per la realizzazione di opere di Street Art sulle pareti esterne dei container marini rigenerati ed assemblati al fine di ospitare le attività economiche e produttive danneggiate dagli eventi sismici che hanno pesantemente colpito la zona. Il progetto prevede la realizzazione di 3 interventi sulle pareti esterne del centro commerciale rivolte a Nord e ad Est e visibili dalla vicina Strada Provinciale, trasformandoli così in punti di riferimento per il territorio e per i cittadini, segnando al contempo un elemento di rilancio delle attività economiche gravemente danneggiate dagli eventi sismici.

“L’obiettivo non è solo dare visibilità al complesso con l’ausilio degli strumenti espressivi utilizzati dagli Street Artist. Con questa operazione – ha affermato il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci – intende diffondere i valori della solidarietà, dell’accoglienza, del coraggio e della volontà di rilancio delle zone gravemente colpite dagli eventi sismici. Ma non solo. Crediamo fortemente infatti nel promuovere l’arte come elemento di aggregazione, di identità culturale e sociale tra quanti hanno sofferto le conseguenze dei recenti eventi calamitosi, che hanno allontanato dai luoghi di origine tanti cittadini di ogni età”.

L’opera proposta dovrà rappresentare diversi messaggi: la solidarietà come elemento di coesione sociale, la ricostruzione come momento di rilancio e riscoperta della cultura e delle tradizioni dei luoghi colpiti dal sisma, la volontà di ripartire con nuove energie dopo gli eventi sismici che hanno colpito la zona, l’opportunità di realizzare soluzioni innovative e di modernità che orientino la comunità verso una rinascita che si concretizza in un sentimento di fiducia nel futuro.

Durante la fase di realizzazione delle opere verranno coinvolti cittadini, associazioni, Scuole e Istituzioni Locali cui sarà garantito dall’Amministrazione Comunale l’accesso ai luoghi in assoluta sicurezza. Le opere realizzate saranno visibili e visitabili per tutto il periodo in cui la struttura sarà attiva e saranno incluse nel sito internet del comune di Pieve Torina.

Il Comune curerà inoltre la redazione di un catalogo in formato digitale che raccoglierà tutte le proposte pervenute e quelle realizzate (dal bozzetto all’opera finita, con il dettaglio delle varie fasi realizzative, del profilo dell’artista e di approfondimenti tematici).

La valutazione delle opere avverrà sulla base di una commissione di esperti che terrà conto dei seguenti criteri:

  1. Qualità artistica dell’opera e originalità della rappresentazione
  2. Attinenza ai temi proposti e alle finalità del bando
  3. Curriculum Vitae dell’artista
  4. Tempi di realizzazione
  5. Costo dell’opera

Il termine ultimo per la presentazione delle proposte è fissato per le ore 12.00 di giovedì 10 agosto 2017. Le proposte possono essere presentate in formato digitale, inviando PEC a   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure, a mano, presso il protocollo del Comune di Pieve Torina, in zona S. Agostino – 62036 Pieve Torina (MC)

Tempi di realizzazione delle opere:

Entro le ore 12,00 del 10 agosto presentazione proposta

Entro il 12 agosto La commissione sceglierà il/i progetto/i vincitore/i

Entro il 19 agosto L'artista prescelto riceverà il contratto e un anticipo pari al 20% della somma richiesta, tramite bonifico bancario.

Il 28 agosto Dovranno avere inizio i lavori.

Entro Il 30 settembre L'artista dovrà aver completato l’opera e smantellato eventuali strutture necessarie per la realizzazione.

Per maggiori informazioni sul bando è possibile contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

oppure visitare il sito www.comune.pievetorina.mc.it

Sisma e solidarietà. Da CNA Imola un aiuto a favore di un’impresa di Camerino.

20 Lug 2017
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Il Presidente Paolo Cavini e il Direttore Ornella Bova della CNA Imola Associazione Metropolitana, accompagnati da una rappresentanza della Presidenza CNA Imola (Maurizio Lambertini e Dante Cenni) sono arrivati a Camerino per portare un contributo di solidarietà.

L’incontro è avvenuto nella sede provvisoria del Comune, alla presenza degli assessori Erika Cervelli e Antonella Nalli, del Presidente Territoriale di CNA Macerata Giorgio Ligliani e del Direttore Generale Luciano Ramadori.

Nei mesi scorsi, su interesse della CNA di Imola, la CNA di Macerata ha segnalato un elenco di imprese associate danneggiate dai recenti sismi, tra le quali successivamente la CNA imolese ha selezionata quella cui destinare il ricavato della raccolta fondi attivata il 25 maggio, in occasione dei 25 anni dell’associazione di via Pola. La struttura imolese ha scelto “L’Angolo della Frutta” di Maria Cristina Strappaveccia di Camerino.

Siamo stati molto colpiti dalla sensibilità dei colleghi imolesi che ringraziamo di cuore – dichiara il Presidente CNA Macerata Giorgio Ligliani - con questo nobile gesto hanno messo in risalto la forza del sistema CNA, cioè di un’organizzazione radicata sul territorio, anche nazionale, in grado di far sentire la propria vicinanza e il proprio sostegno alle imprese che rappresenta. Visitando il City Park, il centro commerciale allestito dopo il sisma, abbiamo avvertito forte il senso di comunità creatosi tra le imprese ospitate dalla struttura, che hanno unito le proprie forze per andare avanti e superare le difficoltà di questo momento”.

Aggiunge il Direttore Generale Luciano Ramadori: “CNA Macerata accoglie con favore il progetto presentato dal Comune di Camerino, che la Regione Marche dovrà realizzare, di una struttura temporanea per dare una collocazione più stabile e sicura agli artigiani commercianti che hanno dovuto delocalizzare, in attesa di fare ritorno nel centro storico”.

Grande emozione e commozione per Maria Cristina Strappaveccia al momento della consegna del contributo, che l’imprenditrice ha voluto considerare come un riconoscimento per il lavoro e il sacrificio di tutte le aziende coinvolte nel dramma del sisma, impegnate quotidianamente nella ricerca di una normalità.

Non sarà un’iniziativa sporadica – spiega Ornella Bova, Direttore CNA Imolae con l’aiuto dei nostri imprenditori continueremo la raccolta e cercheremo di accompagnare l’impresa nel suo percorso di rinascita”.

Il piccolo contributo raccolto grazie alla generosità dei nostri imprenditori – è il commento del Presidente Cavinivorremmo avesse lo scopo anche di iniettare fiducia ed aiutare l’impresa Strappaveccia a continuare il suo cammino, magari mettendo in campo nuovi progetti ed idee, senza scoraggiarsi”.

Okike: un film contro i pregiudizi. Il progetto cinematografico presentato a Macerata

20 Lug 2017
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Presentato a Macerata, nel corso di una conferenza stampa, il progetto cinematografico OKIKE che vede protagonisti i beneficiari dei progetti marchigiani del GUS Gruppo Umana Solidarietà. Prodotto dalla Palabras srl e realizzato da Dibbuk Produzioni. Patrocinato dal Comune di Macerata, il progetto cinematografico vede tra i suoi sostenitori Ombudsman Marche e Marche Film Commission.

Il cinema, la fiction e la letteratura sul tema dei migranti sono diventati paradossalmente più veritieri della realtà. È il paradosso di questi giorni che vedono la narrazione sul tema dell’accoglienza addensarsi di allarmismo ed esasperazione, come spiega l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Macerata Federica Curzi durante la conferenza stampa di presentazione del film Okike, che vede protagonisti i beneficiari dei progetti marchigiani del GUS Gruppo Umana Solidarietà.

Il film con sceneggiatura originale racconta proprio la realtà dei rifugiati e dei richiedenti asilo partendo dalla storia di Okike, giovane africano in attesa di incontrare la commissione che deciderà il suo futuro, negando o accogliendo la sua richiesta di asilo.

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“In queste settimane”, ha aggiunto il Coordinatore nazionale del GUS Giovanni Lattanzi, “si sente un gran parlare (male, e a torto) delle migrazioni e dell’accoglienza, soprattutto da quelle persone che del fenomeno migratorio nulla sanno, e quindi ne parlano per luoghi comuni e per sentito dire. Noi facciamo ‘buona’ accoglienza da anni e lo facciamo ‘emozionandoci’, perché ci crediamo e perché consideriamo la presa in carico dei nostri beneficiari la cosa più importante”.

Okike vuole raccontare la difficoltà di convivere con il trauma della fuga, della violenza, dell'esilio e della solitudine. Lo vuole fare con leggerezza, mostrando gli sforzi di un protagonista che ha dentro un mondo, ma che non ha i mezzi né le capacità per ricrearlo. Un personaggio che ha una storia, ma che paradossalmente ha una storia troppo simile a tante altre. Okike non demorde, e non mollerà nemmeno dopo il rifiuto della Commissione.

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“Abbiamo creduto da subito in questo progetto, che ha saputo aggregare attorno a sé diverse realtà”, ha affermato la Responsabile di Marche Film Commission Anna Olivucci, secondo la quale, “Okike ci darà grandi soddisfazioni, perché ha un’anima a differenza di molti progetti cinematografici che ci vengono presentati”.

Il film, girato in queste settimane in diverse location maceratesi dalla Dibbuk, ha visto protagonisti i beneficiari dei progetti di accoglienza gestiti dal GUS a Macerata, Jesi, Chiaravalle, Falerone e Servigliano, che ospita l’attore protagonista, Ousman Bah, ventenne proveniente dalla Guinea Conacry che ha interpretato il ruolo di Okike.

“Questo progetto ci ha attratto e spaventato al tempo stesso”, ha dichiarato in conferenza stampa il regista Edoardo Ferraro, il quale insieme allo sceneggiatore Leonardo Accattoli ha dovuto innanzitutto “instaurare un rapporto di fiducia con ragazzi che quella realtà scritta su carta la vivono sulla propria pelle quotidianamente”, poi dare una veridicità al proprio racconto, “con un’estetica da vero e proprio film”.

Alle riprese hanno contribuito quindici studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata in qualità di stagisti con diversi ruoli.

Il film, che beneficia anche di crowdfunding su piattaforma Produzioni dal Basso, è ora in fase di postproduzione e diventerà presto un DVD didattico da proiettare nelle scuole e in tutti progetti del GUS a livello nazionale. Nel frattempo si lavora per proiettarlo in festival nazionali e internazionali.

“Continuiamo a lavorare contro i pregiudizi e i luoghi comuni”, ha concluso il presidente del GUS Paolo Bernabucci, “a noi le chiacchiere da bar non interessano, le conosciamo ma non ci interessano. Noi siamo altro e quello che ci interessa è continuare a lavorare per dare una buona accoglienza a chi ci viene affidato perché in fuga da conflitti e persecuzioni; continuare a lavorare nei progetti all’estero, in Iraq, in Siria e in altre zone del mondo. E questa è la nostra corazza contro la banalità”.

Regione- 1,6 milioni per la formazione nel settore edilizia e favorire disoccupati

20 Lug 2017
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50 corsi finanziati con risorse del Por Fse 2014-2020 per 1.659.000 euro per facilitare l'inserimento lavorativo dei disoccupati nel settore edile e delle costruzioni e per la formazione di figure specifiche anche in risposta alle esigenze della ricostruzione post sisma. Il bando è stato presentato dall'assessore al lavoro e alla Formazione Loretta Bravi.
    "L'avviso - ha spiegato l'assessore - nasce dall'esigenza di formare diversi profili professionali anche nuovi, emersi dai fabbisogni dei territori e concertati in diverse sedi come la Commissione regionale Lavoro, i tavoli tecnici con Ance, la Sovrintendenza, le Università marchigiane, le associazioni datoriali, le parti sociali e le cooperative. Lo scopo è quello di facilitare l'inserimento lavorativo dei disoccupati e degli inoccupati senza limiti di età nel settore edile-costruzioni. Con 50 corsi contiamo di formare circa 900 persone".
  

Sisma- Distribuiti 1200 libri con 'La Biblioteca della solidarietà'

20 Lug 2017
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In occasione della manifestazione Tutti agibili per un giorno,  tenutasi a Visso , promossa da Copagri Marche e dall’Ass. Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera, con la collaborazione di ActionAid Italia, che ha curato lo spazio bimbi e bimbe, l’associazione culturale Nessuno ha potuto concludere con successo la distribuzione dei 1200 libri raccolti presso il polo culturale Lombroso16 di TorinoLa Biblioteca della Solidarietà, questo il nome del progetto, è nata nell’estate del 2016 a seguito dei disastrosi accadimenti sismici che hanno colpito il centro Italia. In collaborazione con le Biblioteche civiche Torinesi, le scuole elementari del quartiere San Salvario di Torino ed ActionAid Italia è stato possibile raccogliere e distribuire i libri presso gli Istituti Comprensivi di Pieve Torina,  Montegiorgio e Camerino. Dal 2016, ActionAid Italia è impegnata sul campo col progetto SIS.M.I.CO - Sistema di Monitoraggio Informazione Collaborazione.

“Avevamo voglia di renderci utili nel nostro piccolo e dar valore al nostro dono- ha dichiarato Alessandro Mercuri, presidente dell’Associazione Nessuno per il Polo Lombroso16 di Torino -. Abbiamo optato per donare ai piccoli ragazzi vittime di questa catastrofe, un breve momento di piacevole lettura, con la speranza che un libro possa essere un buon strumento per svagare la mente dai brutti ricordi. Consci della semplicità del nostro gesto- ha aggiunto-  siamo però fiduciosi nel potere della lettura: una fiaba letta ai bambini potrà arricchire la loro mente di immagini positive e allegre. Per questo abbiamo pensato al progetto La Biblioteca della Solidarietà, ovvero una raccolta di libri vagliati e selezionati attentamente dagli operatori del polo culturale”.

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Diverse le azioni avviate da ActionAid, in collaborazione con realtà e associazioni locali. Fin dai primi giorni dopo il 24 agosto, tramite un camper, si sono raggiunte le diverse zone coinvolte, incluse frazioni ed aree più marginali, con lo scopo di mappare i vari bisogni dei territori, ospitare servizi aggiuntivi per i cittadini e facilitare lo scambio di informazioni.


L’unità mobile è servita anche come punto di informazione e diffusione della piattaforma Terremoto Centro Italia, supportata da ActionAid e lanciata da un gruppo di esperti informatici e cittadini che hanno creato questo luogo telematico dove bisogni e offerta di soluzioni si incontrano in maniera capillare. Grazie alla postazione mobile, si è creato un network tra associazioni, istituzioni e cittadini, che ha permesso un rapido sviluppo della piattaforma, l’identificazione dei bisogni attraverso una puntuale mappatura del territorio e la pianificazione e l’avvio di percorsi partecipativi e formativi con la cittadinanza. ActionAid sostiene anche il portale “Ricostruzione Trasparente”, realizzato dall’Associazione OnData: attraverso la piattaforma online che raccoglie i dati aperti pubblicati da vari enti e istituzioni, il progetto mira a monitorare i fondi destinati alla ricostruzione post-sisma del Centro Italia, coinvolgendo in prima persona i cittadini del territorio interessato.

ActionAid ha scelto di intervenire anche nelle scuole, in quanto ritiene che esse costituiscano la base per ricostruire le comunità e il tessuto sociale, così profondamente segnati dall’evento sismico. In particolare, nelle scuole di Camerino, Pieve Torina e Valfornace, ActionAid ha avviato il progetto “METE - Percorso di riscoperta della Memoria e dell’idEntità Territoriale localE” che coinvolge, studenti, docenti e genitori in attività extra-curriculari finalizzate proprio al recupero della memoria e del significato dei luoghi della propria quotidianità e alla costruzione di una nuova identità in un contesto differente. Questo percorso è stato realizzato con la collaborazione dell’associazione di promozione sociale Praxis di Macerata.

Sono stati realizzati, inoltre, incontri fra cittadinanza ed esperti legali con l’obiettivo di illustrare ai cittadini il contenuto dei vari decreti emanati in tema di ricostruzione ed è stata promossa la nascita di nuove associazioni e il rafforzamento di quelle già esistenti, per cercare di tenere unito il tessuto sociale dei territori così duramente provati. Un esempio in tal senso è costituito dall’Associazione Chiedi alla Polvere, costituita da ragazze e ragazzi di Arquata del Tronto che, attraverso la pagina Facebook e il loro blog, vogliono raccontare Arquata, com’era prima del terremoto e com’è diventata dopo,  con l’obiettivo di non far spegnere i riflettori sul proprio paese, conservando e tenendo in vita la propria identità.un’azione dal basso, con i cittadini protagonisti nella definizione dei bisogni e nelle attività da realizzare.

Il Tribunale delle libertà Marco Pannella a Camerino

20 Lug 2017
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Sabato 22 luglio, alle ore 11, a Camerino, presso la tensostruttura denominata City Park, il Tribunale delle Libertà Marco Pannella darà il via al processo contro lo Stato Italiano per la gestione del post terremoto. In uno dei luoghi simbolo del dramma che stanno vivendo da circa 10 mesi le popolazioni colpite dal sisma del centro Italia, - si legge nel comunicato- alla presenza della stampa e della cittadinanza, verrà letto il capo d’accusa formulato nei confronti dello Stato Italiano a seguito dell’attività istruttoria condotta sui luoghi del terremoto.

Si tratta- continua il comunicato-  del primo passaggio formale che condurrà, in autunno, alla celebrazione del dibattimento dove saranno ascoltati quali testimoni - davanti alla Corte Presieduta dall’ex magistrato già in servizio presso il Tribunale di Roma, dott. Carmelo Rinaudo – cittadini, associazioni, esponenti del mondo produttivo di tutte e quattro le regioni colpite dal terremoto. Verranno altresì chiamati a rendere la loro versione dei fatti, il Presidente del Consiglio on. Paolo Gentiloni ed il suo predecessore Matteo Renzi, il Ministro dell’Interno on. Marco Minniti e il suo predecessore on. Angelino Alfano, il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il Commissario Straordinario alla ricostruzione Vasco Errani, la Presidente della Camera Laura Boldrini, nonché i Presidenti delle 4 Regioni interessate dal sisma. 

All’esito del processo- conclude la nota-  il materiale acquisito verrà utilizzato per la redazione di un ricorso collettivo alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo aperto alla sottoscrizione delle popolazioni terremotate.

Saranno presenti l’ex Sindaco di Camerino Dario Conti, nonché Sante Elisei, rappresentante dell’Associazione “La Terra trema Noi No”. 

Ha annunciato la sua presenza il Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui.

Per il Tribunale delle Libertà saranno presenti a Presidente Laura Arconti, l’Avv. Elisabetta Rampelli e Loris Facchinetti.

Parte da Unicam la proposta di una nuova carta della pericolosità sismica

19 Lug 2017
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Parte dall'Università di Camerino, su un terreno fertile di condivisione che già prelude ad un risultato univoco, l'idea di una Nuova Carta di valutazione della pericolosità sismica, utile nella prospetiiva di una più efficace riduzione del rischio sismico. Centoventi geologi, provenienti da tutto il mondo ( Giappone, Nuova Zelanda, Argentina, Cina, America, Regno Unito, Germania)  si sono riuniti a Camerino per discutere sullo stato dell'arte nella valutazione della pericolosità sismica, parametro fondamentale per la riduzione del rischio sismico. Quattro giorni di confronto con escursioni sul campo per raggiungere le tre aree epicentrali dei terremoti che negli ultimi venti anni hanno colpito l'Italia centrale. Organizzato dalla Sezione di Geologia di Unicam, in collaborazione con INGV, DPC e numerosi Enti di Ricerca italiani ed europei, e , dai maggiori esperti di terremoti europei del gruppo Emergeo, il field trip internazionale " From 1997 to 2016: Three Destructive Eartquakes Along the Central Apennine Fault System" , si è aperto nel pomeriggio di mercoledì 19 luglio nei locali del campus universitario.
Ad introdurre l'incontro è stato il prof. Emanuele Tondi, responsabile della sezione di Geologia Unicam. La proiezione di un video ha mostrato ai presenti un po' del vissuto drammatico degli utimi otto mesi: dalla scossa in diretta girata da alcuni cacciatori sul Monte Vettore, a tutte le fasi concitate dell'emergenza, tra campi sfollati e mense, disagi della popolazione, sistemazioni provvisorie e danni provocati dal sisma sugli edifici. La parola è passata quindi al prorettore vicario Graziano Leoni che ha rivolto il suo saluto ai presenti anche a nome del Rettore Corradini, impossibilitato a partecipare a causa di impegni istituzionali. Sono seguiti gli interventi del Presidente INGV Carlo Doglioni e di ricercatori che hanno illustrato nel dettaglio gli eventi sismici che hanno interessato Marche e Umbria nel 1997, L’Aquila nel 2009 e Amatrice-Visso- Norcia nel 2016.

Per i geologi l'esigenza è quella di un documento  che racchiuda una adeguata considerazione dei dati geologici e delle faglie, strutture che generano terremoti . Pubblico geologi

"La carta attuale risale al 2003- ha osservato il prof Tondi- Siamo tutti consapevoli che le informazioni che abbiamo sono buone ma anche queste possono essere migliorate. E' necessario che venga proposta e che le istituzioni prendano atto della possibilità di avere una Carta diversa. Non più il dato storico trattato in maniera probabilistica e statistica, che poteva andar bene fino agli anni 90- ha aggiunto - ; grazie alle informazioni attuali e anche alle esperienze scientifiche degli ultimi terremoti che confermano alcune analisi fatte, si potrà sviluppare una Carta di pericolosità sismica che poi è alla base della riduzione del rischio sismico. Pericolosità e rischio- ha spiegato Tondi- sono infatti due cose diverse: la pericolosità è legata ai terremoti e incide su dove possono verificarsi ,e, quando e quanto possono essere grandi; il rischio sismico è invece la stima dei danni legati ad un terremoto che si verifica. Allora si capisce che valutare la pericolosità sismica, serve a ridurre il rischio. Ma se la pericolosità sismica è valutata male, viene ad esserne penalizzata la riduzione del rischio".

" Il terremoto - ha dichiarato il prorettore vicario designato, prof.Graziano Leoni- una tematica che è stata sempre d'attualità-e che in un lasso di tempo molto breve di 20 anni , è tornato a provocare danni molto simili anche se più gravi rispetto a quelli del 1997. La stessa università è un luogo geografico fortemente interessato dagli effetti dell'ultimo sisma e. Insieme ad altre università italiane ed internazionali, insieme ad enti di ricerca, si è fatta promotrice di questo evento. Un convegno itinerante – ha spiegato Leoni- che si svolge sul territorio e che prevede la visita e lo studio delle faglie affioranti. Le escursioni sono di fondamentale importanza in quanto offrono alla comunità scientifica la possibilità di avere dei dati geologici, utili per poter mitigare gli effetti di futuri eventi. Sappiamo che non è possibile mitigare il terremoto ma è possibile limitarne gli effetti, se si conoscono bene l'entità o i livelli di acelerazione che può provocare. Ingegneri ed architetti avranno dunque un beneficio dai risultati dell'attività dei quattro giorni del convegno. I geologi di Unicam, promotori dell'evento, sono sempre in prima linea ; in questo momento stanno trainando una macchina che vede coinvolti atenei ed enti di ricerca nazionali e internazionali ".

"Mentre con il team di Open Emergeo Working group eravamo impegnati a fare i rilievi degli effetti geologici di fine ottobre- - ha spiegato Tondi- ci è venuta l'idea di organizzare un " field trip", un incontro itinerante che desse l'opportunità a geologi di altre nazioni di venire a vedere quello che è successo e discutere insieme. Significativo per la scienza è il confrontarsi sui fenomeni e condividere le esperienze. Un confronto sui dati ma anche sulle interpretazioni. Passi in avanti nella valutazione della pericolosità sismica, negli ultimi anni ne sono stati fatti- ha aggiunto- ; sappiamo dove sono le aree nelle quali si potranno verificare in futuro i terremoti, e anche la magnitudo massima che potranno raggiungere; vi sono anche degli studi promettenti per la ricostruzione del ciclo sismico delle faglie. Si può capire se un'area è in procinto di generare terremoti oppure no. Dopo la prima giornata a Camerino e un quadro d'insieme teorico sullo stato dell'arte riferito alla conoscenza della geologia dei terremoti, il convegno si sposta a confine tra Umbria e Marche nell'area epicentrale del sisma del 1997. L'escursione prosegue nella zona del Monte Vettore per vedere le faglie che si sono attivate nella sequenza del 2016 , concludendo a L'Aquila, area epicentrale nel 2009. Sabato pomeriggio, nella tavola rotonda di chiusura, tireremo le fila dello stato dell'arte della conoscenza su questi fenomeni".

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