Tiziano Turchetti: ''Nessuno credeva in me''

02/04/2013

Il tecnico del Camerino ripercorre la sua stagione alla guida della squadra ducale e ringrazia in modo particolare Franco Pettinari, a lui sempre vicino

Tiziano Turchetti: ''Nessuno credeva in me''

 

Dopo 26 giornate di campionato, quando al termine della stagione ne restano quattro, due sole squadre, entrambe militanti in prima categoria, non hanno ancora subito l'onta della sconfitta: il Porto D'Ascoli, capolista del girone D, e il Camerino di Tiziano Turchetti, in lotta con il Chiesanuova per la vittoria del girone C. “Un record che ci teniamo ben stretto – commenta il tecnico dei camerti – All'inizio, forse, non aveva un grosso peso, ma arrivati a questo punto della stagione diventa fondamentale continuare ancora su questa strada, magari fino alla fine”. Secondo posto in classifica, un punto sotto la vetta, 41 gol segnati, appena 13 subiti. Queste le cifre del Camerino, anche se molti, ad inizio stagione, vedevano nel tecnico il tallone d'Achille della compagine ducale. Tiziano Turchetti, infatti, pur avendo da calciatore militato nel Perugia, nell'Ancona, nel Torino, è alla sua prima esperienza alla guida di una squadra. “Nessuno scommetteva su di me – è sincero Turchetti – Al contrario sono volate, all'epoca, parole grosse nei miei confronti, ma chi è sicuro di sé e dei propri mezzi fa parlare soprattutto i risultati che, per merito e per fortuna, sono dalla nostra parte. Attenzione, però, perchè dobbiamo ancora affrontare il rush finale”. Molti tecnici affermano che i successi nascono all'interno dello spogliatoio. E' così anche al Camerino? “E' vero, uno dei segreti è proprio questo. Lo spogliatoio è fondamentale nella costruzione dei successi, soprattutto nelle nostre categorie dove non esistono i cosiddetti fenomeni. I miei giocatori sono tutti uomini veri, ragazzi maturi che hanno voglia di fare le cose come vanno fatte; mi hanno dato piena disponibilità, seguendomi in quello che ho chiesto loro. Così siamo riusciti a formare un gruppo vero, nel quale la regola fondamentale è quella del rispetto”. Per buona parte del campionato la sua squadra stentava ad andare in gol, poi con il derby di Caldarola si è scatenato Fede. I vostri successi dipendono dai suoi gol? “Francesco è un giocatore importante, come ha dimostrato sempre nel corso della sua carriera. Tengo comunque a ribadire che è fondamentale la fiducia dell'ambiente e l'apporto fornito da tutta la squadra, anche se Fede ha dimostrato che le critiche iniziali nei suoi confronti erano infondate”. Quanto conta per voi l'apporto della società e di un presidente navigato come Domenico Quadraroli? “La società è sicuramente importantissima e la presenza dei dirigenti nello spogliatoio è sinonimo di garanzia e tranquillità per la squadra. Per quanto riguarda il presidente Quadraroli, al timone da tanti anni, mi chiedo spesso dove continua a trovare gli stimoli per restare alla guida del Camerino, subendo talvolta, in particolare nei momenti in cui i risultati non vengono, delle critiche poco piacevoli. Speriamo di dare a a lui e ai nostri tifosi, che settimanalmente ci seguono sia in casa che in trasferta, le soddisfazioni che meritano. Un obiettivo, comunque, lo abbiamo raggiunto: quello di riportare entusiasmo in una piazza che negli ultimi anni lo aveva perso”.




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