Il vice ministro Nencini a Camerino. Ricostruzione e sburocratizzazione al centro dell'incontro al Coc

Il vice ministro Nencini a Camerino. Ricostruzione e sburocratizzazione al centro dell'incontro al Coc

II vice ministro alle infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini è tornato sui luoghi del terremoto. Da poco riconfermato nel suo incarico, l’esponente di governo nel pomeriggio di sabato 7 gennaio ha fatto visita alla città ducale.

Ricostruzione, accelerazione, ostacoli della burocrazia al centro della riunione operativa presso il COC, cui hanno partecipato diversi sindaci del territorio, erano presenti il sindaco Pasqui, il rettore di Unicam Corradini, l’assessore regionale Sciapichetti, l’ex sindaco Conti, il presidente del consiglio comunale di Civitanova Marche Costamagna. Tra gli intervenuti anche il presidente dell’unione montana Marca di Camerino Gentilucci, il presidente regionale Agis Massimiliano Bianchini,l’assessora comunale di Civitanova Cecchetti, il presidente di Contram Belardinelli.

Ad aprire la serie di interventi è statol’ex sindaco Conti, riferendo dell’elaborazione da parte degli esperti di diritto della Scuola di Giurisprudenza di Unicam di una proposta di legge sulla defiscalizzazione e zona franca che potrebbe significare agevolazioni e incentivi occupazionali per i 181 comuni che fanno parte del cratere sismico ( di Marche -Lazio –Umbria)  Verrà  inoltrata al vice ministro Nencini e all’On Pastorelli.

Nel dare il benvenuto, il sindaco Pasqui, ha esternato sentimenti di vicinanza per i propri cittadini, alle prese con tante difficoltà: “Tutto quello che è stato fatto finora, - ha detto- è stato il massimo che si poteva fare. Il percorso è diviso in due fasi: quella dell’emergenza dove si è avuta vicini governo, istituzioni, volontariato, forze di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile ma, sta per aprirsi la fase della ricostruzione che segnerà la storia del territorio, perché saremo chiamati a dover ragionare sul futuro. E quanto alla ricostruzione auspico che il governo e la regione prendano in considerazione questa terra come modello. Le costruzioni di una terra sismica come la nostra debbono essere oggetto di attentostudio per capire come poter intervenire al meglio; è inutile ricostruire per poi essere costretti in futuro a dover tornare al punto zero e non si può pensare ad una città senza una sua storia, senza il suo centro storico e, la difficoltà è grandissima perché non ci si può limitare a dire dobbiamo ricostruire, ma è necessario uno studio accurato, altrimenti ci ritroveremmo con una città fuori dalle mura e un cuore abbandonato al centro.

 E’ per questo che chiedo a  Nencini un aiuto per essere presi in considerazione a livello di governo e che siano fornite all’amministrazione delle indicazioni. Serve in sostanza un faro in grado di aiutare la parte politica dell’ente locale, per mettere in piedi uno studio improntato al futuro”.

E pensando al futuro il sindaco non si è lasciata sfuggire la richiesta di mantenere in città

un presidio importante come la struttura carceraria:  “Questa terra- ha sottolineato - deve rivedere tutte le situazioni che aveva prima del sisma, e cosi ì il carcere che al momento non abbiamo perché in zona rossa, ma che dobbiamo riavere, tanto più perché eravamo inseriti nel Piano Carceri con una progettazione e con un terreno pronto. Mancherebbe dunque solo un’approvazione o il rivedere qualcosa a livello di struttura per poi ripartire”. Al vice ministro Nencini il sindaco ha sollecitato attenzione anche sulla Pedemontana e sulle bretelle di collegamento “  Questo potrebbe essere il momento giusto - ha rimarcato- per imprimere  un’accelerazione su un percorso che diventa essenziale”

 Non è mancato l’accento sulla sede dell’Ufficio Ricostruzione post sisma, per la quale potrebbero essere facilmente utilizzati i locali messi gratuitamente a disposizione dal presidente dell’Unione montana. A chiusura del suo intervento Pasqui ha chiesto al vice ministro di approfondire e risolvere con somma urgenza e al più presto, la questione della circolare del Ministero dell’Interno che prevede che i vigili del fuoco non possano più prestare servizio di assistenza per le persone che necessitino di effettuare recupero beni dalle proprie abitazioni in zona rossa. Con l’uscita di scena dei vigili la circolare impartisce al cittadino di approntare un piano di sicurezza da sottoporre all’approvazione e alla firma del sindaco.  “ E’ una misura presa con troppa superficialità- ha dichiarato – e un’autorizzazione del genere io non la firmerò mai”

Preoccupazione per la circolare è stata espressa anche dal rettore Corrradini che ha parlato di 30.000 metri quadrati di strutture universitarie persi in seguito al sisma, e di volumi di pregio della biblioteca giuridica tuttora custoditi all’interno della stessa, come di tonnellate di fascicoli che giacciono ancora nei locali della segreteria studenti.

“Sono accanto al sindaco nella ricerca di una veloce soluzione alternativa quantomeno sostenibile in termini di sicurezza per il recupero beni o comunque per il ripristino della procedura finora adottata”.

Anche dal rettore, un accorato appello ad imprimere un’accelerazione ai tempi, riportando al più presto le persone nella loro terra, “anticipando a tutti i costi, il processo di messa in sicurezza delle aree non accessibili e la ricostruzione del tessuto sociale. Accelerare a livello nazionale i percorsi della costruzione e ricostruzione, rimovendo anche dei vincoli ordinari che si addicono ad una vita ordinaria ma non ad una vita d’emergenza straordinaria, perché oltre ad una forte speranza, abbiamo una missione importante e voglia di fare per tornare alla’bellezza’ di due mesi fa”

“Per dare le risposte efficaci, efficienti e pratiche che i cittadini si aspettano - ha detto a gran voce Sciapichetti – è necessario che a livello nazionale si prenda coscienza che questo è un sisma che ha interessato quattro regioni ma la più devastata è la regione Marche dove si è registrato il 64 per cento della distruzione con la provincia di Macerata che è la più colpita con 44 comuni su 55, messi in ginocchio. Come governo regionale abbiamo preso un impegno forte con le popolazioni e l’’emergenza più acuta finirà nel momento in cui saremo riusciti a riportare nei comuni di appartenenza tutta la popolazione oggi sparpagliata lungo la costa e, ad oggi, parliamo di circa 10000 persone. Questa gente deve tornare nei territori nel più breve tempo possibile.per far ripartire anche l’economia più spicciola e locale, fatta di piccoli commercianti, artigiani  e imprenditori e per Camerino l’attenzione va riservata n primo luogo all’università che è la fabbrica della Ferrari per eccellenza di un territorio.  Attenzione per le scuole come si sta facendo perché delocalizzarle vuol dire far spostare famiglie che non torneranno più, Poi c’è la ricostruzione materiale degli edifici che durerà anni. Quello che dovrà vedere la filiera istituzionale riunita intorno ad un tavolo, col mondo dei saperi tra i protagonisti, è il rilancio e la ricostruzione dell’economia in questo territorio. E’ importante che i progetti siano fortemente innovativi e diano la spinta per investire da queste parti per cercare di creare occupazione; dobbiamo riuscire a rendere queste zone appetibili e, in questo senso, bene la proposta della zona franca e bene qualsiasi altro progetto da elaborare in tempi brevi”.

Da assessore ai trasporti e alla Protezione civile Sciapichetti  ha riservato parole di elogio alla azienda Contram, fiore all’occhiello di tutto il territorio provinciale e regionale che, in un momento emergenziale, è riuscita a dare una risposta incredibile e commovente. “ Un’azienda che va salvaguardata- ha dichiarato-. A livello regionale si sta andando verso la gara europea ma si debbono assolutamente ottenere i finanziamenti necessari per permettere il collegamento di più territori per non lasciare  le popolazioni dei  piccoli comuni abbandonate. Ma c’è bisogno di un investimento diverso e superiore all’attuale. La regione Marche in fatto di finanziamenti per il TPL è l’ultima regione d’Italia e, da sola non può continuare a reggere il peso di questo sistema che non solo va difeso ma anche incentivato perché impoverire  il sistema dei collegamenti significa  impoverire le nostre comunità” Da incentivare è, a detta di Sciapichetti, anche l’offerta sanitaria e dei servizi e, in primo luogo la presenza e il ruolo dell’ospedale di Camerino, il cui presidio va potenziato e possibilmente rafforzato.

Dobbiamo fare in breve, fare passi importanti, e fare bene- ha concluso l’assessore-  e tutto ciò possiamo farlo solo forti di una collaborazione istituzionale che abbiamo scoperto durante e dopo il sisma e che ha fatto sì che ogni divisione e contrasto fossero superati. Un clima di collaborazione che è fondamentale ma, a fianco, dobbiamo avere un governo che fornisca  risposte concrete inn ordine a richieste che necessitano di essere risolte in breve tempo”.

Il punto sull’impegno economico del governo per la ricostruzione è stato fatto dal vice ministro Nencini nelle sue considerazioni finali: “ Si è arrivati al primo decreto della storia dei terremoti italiani che mette assieme in un unico pezzo di carta, interventi privati e interventi sulle attività produttive. Dal punto di vista economico il governo attuale ha confermato gli impegni del governo Renzi .Il nuovo governo ha dunque riconfermato che problemi di natura economico-finanziaria non ve ne sono  A disposizione sono 4 miliardi e mezzo, un miliardo per opere pubbliche, un miliardo e mezzo per interventi dei privati e, qualora non siano sufficienti, c’è un di più che l’Italia è in condizione di mettere. C’è la certezza che si può fuoriuscire dal Patto di stabilità e le risorse da mettere a disposizione sono significative. Nel decreto sono previste anche una serie di accelerazioni su diversi punti;

L’ordinanza che riguarda incentivi per le attività produttive, è già stata fatta ed è all’esame della Corte dei Conti. Quanto alle richieste che mi toccano personalmente e quanto alla questione del carcere, diciamo che è di confine e che con il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri è previsto un sopralluogo presso il carcere di Camerino da effettuarsi quanto prima; verificheremo la possibilità di utilizzare il progetto e l’area edificabile esistenti ed, eventualmente, realizzare la nuova struttura penitenziaria. Quanto alla Pedemontana - ha assicurato Nencini – verificherò ciò che resta da fare e relativa tempistica.

“Quella del TPL è una questione che possiamo giocare assieme in massima sinergia con la regione - ha continuato  Nencini-; il governo in questo settore mette il denaro ( quasi 5 miliardi) dopodiché, il portafoglio viene dato alla Conferenza delle Regioni che, in base a determinati criteri.di massima,. provvede a ripartire  In passato – ha aggiunto- so come è andata e so che le Marche hanno avuto un segno meno rispetto alla previsione, quando altrove, c’era un segno più. Credo tuttavia che rispetto a quel criterio, il sisma valga ad introdurre un fattore destabilizzante perché se per mesi un’azienda si trova a dover trasferire persone ogni giorno da Camerino o da Visso fino a San Benedetto o Tortoreto, la possibilità  di introdurre un criterio integrativo, in accordo tra presidente della regione e presidente della Conferenza, diventa obbligatoria. E questo giustifica perfettamente un aggiustamento della norma regolamentare, prevedendo un di più per regioni che si trovano in situazione di straordinarietà e, in tal caso, netta priorità per le Marche”.

Da ultimo, parlando dell’università di Camerino ed evidenziando come fosse stato uno dei temi chiave proprio in occasione della visita dell’ex presidente del Consiglio Renzi in città, il vice ministro ha ricordato che per Camerino e per il territorio l’ateneo non è solo centro di scienza e conoscenza ma anche risorsa che dà lavoro.

“ Se in provincia di Macerata i comuni colpiti dal sisma sono tanti- ha sottolineato- , il centro storico di Camerino, interamente a zona rossa , è quello con maggiore densità abitativa, rispetto a tutto il cratere. E non si tratta di centro storico con sola valenza turistica e di rappresentanza ma di un cuore vitale e pulsante della città che racchiude attività primarie che legano la comunità e fanno affari grazie alla vitalità del centro;  l’idea che porterò avanti sarà proprio quella di collegare la vitalità dell’università con il centro: “ Dato che  i presidenti di regione sono tutii e quattro  vice commissari, credo si possa instaurare un ragionamento che tenga conto proprio di questa drammatica particolarità”.

Attenzione e monitoraggio sono infine stati rassicurati dal vice ministro, in merito alla preoccupazione riguardante la circolare del Ministero degli Interni.

Carla Campetella

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