Ricostruzione- E' nato il Comitato Rivas

Ricostruzione-  E' nato il Comitato Rivas

Una ricostruzione veloce e sicura che punti a riportare le persone al più presto nei territori. E’ quanto si prefigge l’iniziativa popolare attivata dal comitato RIVAS di Pievetorina il cui acronimo sta appunto per Ricostruzione –Veloce- Antisismica-Sicura.” Dopo questo terremoto - spiega il portavoce Roberto Micheli-  è assolutamente  evidente che non si possa  ripartire e reimpostare una ricostruzione degli edifici, culturale, del tessuto economico e sociale di queste zone, con le modalità adottate in precedenza. Noi del comitato- aggiunge Micheli – intendiamo dare il nostro contributo affinché, soprattutto per la ricostruzione pesante, si inverta la tendenza  Veniamo dal sisma del 1997 e molte persone ancora stanno pagando mutui per la sistemazione della propria abitazione che oggi è distrutta; non hanno più lavoro, sono sfollate sulla costa e la realtà è che molti anziani non potranno neanche rientrare nelle proprie case. Il sistema del 1997 ha avuto delle pecche e non ha funzionato appieno e questa analisi ci fa dire che occorre il coraggio di cambiare atteggiamento: La nostra proposta coraggiosa punta innanzitutto al territorio; - sottolinea-  Dopo un sisma di tali proporzioni, non ci possiamo permettere di incorrere in rischi futuri e non è possibile pensare con troppa leggerezza di ricostruire  sugli stessi luoghi, profondamente modificati dal sisma  sotto diversi profili   E’ necessaria  un’indagine geologica e scientifica che valuti l’intero assetto geo-idro- morfologico;  E la ricostruzione dovrà  essere veloce, perché se trascorrono troppi anni,, le persone provvisoriamente trasferite altrove, per questioni di organizzazione familiare o lavorativa, non rientreranno più  e si produrrà lo spopolamento delle nostre zone. Terzo punto essenziale – continua Micheli- sono le agevolazioni fiscali perché, per riattivare l’assetto economico, c’è bisogno di una fiscalità nazionale e locale agevolata per almeno 10 anni che consenta alle attività presenti di ripartire e nel contempo sia capace di attrrarre sul territorio nuove imprese, anche incentivate dalla superstrada monti -mare che,i in15 minuti permette di raggiungere l’altro versante, Un imprenditore di Foligno oggi non ha nessuna difficoltà nel venire ad investire da noi, purchè gli si diano spazio e agevolazioni per poterlo fare. Quanto alla ricostruzione dovrà essere sicura e antisismica; non basta più che la struttura non collassi e non vi siano vittime,ma dovrà essere in grado di non riportare danni.

Una volta classificato e quantificato il danno, occorre dunque dare al beneficiario la possibilità di scegliere se ricostruire in muratura o se utilizzare le somme che gli competono per il danno acclarato, demolendo parzialmente o totalmente l’edificio per ricostruirlo con materiali e sistemi nuovi che sfruttino la bio-edilizia,e materiali come il egno,e acciaio sono i i più adatti. Strutture che vengono realizzate in 4 mesi,sismiche al 100 per cento, con vantaggio energetico e ottimali dal punto di vista ambientale. La ricostruzione deve essere guidata con serie prescrizioni ma, considerata la sismicità di queste zone   noi del comitato RIVAS riteniamo che questa sia l’unica direzione da seguire; il cittadino deve avere la possibilità di questa scelta che lo stesso Stato dovrebbe incentivare considerandolo investimento per il futuro. Questa è secondo noi la strada da perseguire, per riattivare queste zone e riportare la popolazione ad abitarvi   in un arco di tempo più breve .Solo in questo modo i paesi avranno un futuro “   

Intanto cresce il consenso per l’iniziativa portata avanti dal comitato RIVAS che ha già raccolto centinaia di adesioni da tutti i comuni del cratere sismico: “ E’ il segnale che il problema è sentito- commenta Micheli – e che la nostra è una volontà propositiva. Il nostro auspicio è che chi di competenza capisca queste problematiche e dia voce anche ai desideri della popolazione”

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