Attacco dei 5 Stelle: "Il pericolo del cementificio è ancora reale"

04 Gen 2018
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Il pericolo del cementificio è ancora reale e la giunta-selfie di San Severino è chiusa in un assordante silenzio”. Queste le parole del Movimento 5 Stelle settempedano che fanno seguito alla notizia del ricorso al Tar del Comune di Castelraimondo contro la Regione. Il motivo è presto detto, si tratta di un rimpallo di competenze su chi debba, tra i due enti, convocare la Conferenza dei Servizi per mettere la parola fine sulla questione del cementificio. La Cementir di Caltagirone, che aveva acquistato lo stabilimento, aveva presentato allo Sportello unico delle attività produttive (Suap) di Castelraimondo l’autorizzazione ambientale per riaprire la struttura. Per questo, la Regione chiedeva che lo stabilimento venisse adeguato alle Bat (migliori tecnologie di settore) entro aprile 2017 e che fosse presentato un piano industriale. Niente di quanto richiesto è stato fatto e recentemente la Regione ha inviato una raccomandata al Comune di Castelraimondo con la quale si chiedeva all’ente di convocare l’ultima Conferenza dei Servizi. “Dopo mesi - scrivono i grillini - invece di convocare la conferenza il Comune ha speso soldi pubblici per un ricorso al tar per evitare questo onere. Sembra proprio che nessuno voglia chiudere questo eco-mostro in 40 anni di attività indisturbata ha inquinato gravemente il territorio e la salute dei nostri cittadini. San Severino ha il più alto tasso di tumori legati all’incenerimento, dato fornito dall’Istituto Superiore di Sanità”. Il timore del Movimento è che si stia giocando a fare “melina” per dare alla nuova proprietà, la tedesca Heidelbergcement, di valutare una riapertura dello stabilimento.

"Il sospetto - stigmatizzano - diventa sempre più fondato quando si inizia a guardare quali siano gli attori sulla scena, vecchi politicanti di quell'area centrista buona per tutte le stagioni e per tutti gli schieramenti. Ogni riferimento a Antonio Pettinari, Presidente della Provincia (quella provincia che a suo tempo commissionò un'analisi ambientale, a Cementificio spento, dilapidando 60mila euro di soldi pubblici) al Sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli e all'assessore in Regione Angelo Sciapichetti è tutt'altro che casuale. Occorre stare all’erta - aggiungono - perché il pericolo non è scampato ma assolutamente presente ed in tutto questo risulta assordante il silenzio del Comune di San Severino”. Il Movimento ricorda che ai primi di novembre l'apposita commissione speciale sul Cementificio presieduta dal consigliere di maggioranza Piero Pierandrei ha chiesto al Sindaco Rosa Piermattei di compiere dei passi ufficiali per sollecitare la Conferenza dei Servizi e chiudere la questione, ma “da allora tutto tace. Ci sembra ormai che la nostra simpatica “giunta-selfie” sia troppo impegnata ad immortalarsi a braccetto con Ceriscioli e compagnia, celebrando, bontà loro, i clamorosi e vergognosi ritardi sulla ricostruzione post-sisma e il progressivo smantellamento del nostro ospedale”. 

Tragedia sfiorata a San Severino, albero cade su un'auto

03 Gen 2018
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Forti raffiche di vento e tanti danni. Intervengono i carabinieri della stazione di San Severino e la Polizia Locale. A lavoro anche l’assessore alle manutenzioni Paolo Paoloni e gli operai comunali per rimuovere, in corrispondenza della rotonda tra viale Mazzini, viale Matteotti e via San Sebastiano (che costeggia il retro dei giardini pubblici), la punta di un albero caduto a terra in mezzo alla strada.

Nel primo pomeriggio il forte vento ha abbattuto un pino nel parcheggio di via Varsavia, nel rione Miliani, centrando anche alcune auto in sosta. Poi la caduta dell’albero dal giardino comunale “Coletti” che ha richiesto persino la chiusura di tutta via Matteotti dove, peraltro, alcuni coppi sono caduti e hanno danneggiato le auto in sosta lungo la strada. Problemi con i coppi anche per diverse abitazioni del centro storico.

Gli operai del Comune sono intervenuti anche per rimuovere una pianta pericolosa che si era appoggiata su di un’edicola votiva in viale dei Cappuccini.

In azione anche i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile che sono intervenuti per assicurare con alcune funi i tendoni destinati alle attività di socializzazione dei terremotati nell’area camper di via Zampa e in quella del parcheggio dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”.

Gaia Gennaretti

 

tendone

Forti raffiche di vento, disagi nelle casette

03 Gen 2018
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Danni e disagi in quasi tutti i comuni dell'entroterra maceratese fin dalle prime ore di questa mattina per il forte vento che imperversa da ovest-nordovest. Le fortissime raffiche hanno maggiore intensità nelle zone interne, ma “Eolo” non ha risparmiato i centri della media provincia. I vigili del fuoco di tutti i distaccamenti hanno ricevuto numerose chiamate per richieste di intervento a causa di alberi abbattuti, rami finiti sulle strade (nelle foto la situazione lungo la provinciale che collega Caldarola a Sarnano), insegne, cartelli stradali e segnali stradali divelti.

Non si segnalano feriti né danni di rilievo. I disagi, però, sono stati numerosi. Sono stati segnalati alcuni black-out elettrici in vari comuni. Qualche difficoltà anche nelle aree dove sono ospitate le Sae a Caldarola, dove il vento ha messo alla prova le strutture abitative: un materasso è stato letteralmente spazzato via e diversi cassonetti per la raccolta dell'immondizia sono stati rovesciati, insieme al loro contenuto.

Oggi pomeriggio, poco dopo le 14, i vigili del fuoco sono stati chiamati per un interventi alla frazione Sant'Elena di San Severino per un incendio ad un fienile: per causa ancora non accertate, circa una quarantina di rotoballe di fieno hanno preso fuoco. Il personale del 115 è sul posto e tiene sotto controllo lo spegnimento del rogo. Si tratta di un fienile isolato. Non ci sono feriti. 

 

ramo strada

 

cartello banca1

 

 

cassonetti vento

 

 

 

Sauro Ciarapica

Muccia piange la prematura scomparsa di Carla Cellocco. Si è spenta nel sonno all'età di 22 anni

03 Gen 2018
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Morta nel sonno a soli 22 anni. Una comunità in lutto quella di Muccia per la prematura scomparsa di Carla Cellocco. La giovane, da tempo malata,  è stata trovata senza vita dalla madre che era andata a svegliarla. Naturali con tutta probabilità le cause del decesso, avvenuto in una delle Sae dell’area Piani di Giove dove la famiglia della ragazza, si era sistemata da una quindicina di giorni. Tutta la comunità di Muccia si stringe al dolore dei familiari, alla mamma Giovanna Scelzo, al papà Luciano e al fratello maggiore Luca. Prima ospiti delle strutture ricettive della costa , poi in appartamento a Matelica, i Cellocco erano tornati a Muccia dopo la consegna della casetta. Una famiglia molto conosciuta, anche per essere stati titolari di una tabaccheria nel centro del paese e in passato di un negozio di frutta e verdura. "Il cordoglio è unanime di tutto il nostro piccolo centro - ha dichiarato il sindaco di Muccia Mario Baroni- Una tristissima notizia, una batosta che arriva nel momento in cui si aprono speranze per la ripresa. Il dispiacere è forte in tutti noi perchè la  famiglia è radicata nel territorio,conosciuta e stimata da tutti. Una generazione di commercianti, il nonno titolare di un alimentari-frutta e verdura e poi gestori della tabaccheria del paese. Ci uniamo al dolore immenso dei famigliari esprimendo tutta la nostra vicinanza; la nostra è una piccola comunità, siamo come una grande famiglia e la perdita di una persona, tocca e sconvolge ognuno di noi".

I funerali si svolgeranno domani alle ore 14.30 nella tenso struttura dell'area di Protezione Civile di Muccia.

" Carla è un angelo custode per tutti noi della zona e della diocesi- ha detto il parroco Don Gianni Fabbrizi- Una ragazza che è vissuta nella sofferenza, affrontando tante difficoltà; ha accettato con grande serenità e coraggio la sua situazione di diversamente abile; sempre in mezzo agli altri, partecipando a tante attività; sempre di buon umore e con un saluto per tutti. La sua serenità la vogliamo conservare e la vogliamo far nostra, come esempio per affrontare le nostre difficoltà. Lei ci sosterrà con il suo modo semplice e trasparente di sfidare le situazioni difficili della vita".

La notizia della morte di Carla Cellocco ha suscitato profonda commozione anche nella redazione di Radio C1 inblu - L'Appennino camerte e in quanti quotidianamente operano negli studi radiofonici. La giovane, prima del terremoto, spesso si recava in sede per ascoltare musica, che lei stessa richiedeva.

Carla Campetella

Ultimo saluto a San Severino all'avvocato Mario Rotini

03 Gen 2018
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Ci hai trattato da pari anche se ci sembravi irraggiungibile. Non mancavi di arrabbiarti quando sbagliavamo e ci hai sempre chiesto di essere seri e onesti. Non perdiamoci di vista”. Così i nipoti dell’avvocato Mario Rotini hanno voluto ricordare il loro nonno, al termine di una commossa e molto partecipata cerimonia celebrata dal cardinale Edoardo Menichelli.

Nato nel 1924 a Corropoli, in provincia di Teramo, è stato un imprenditore settempedano per molti anni alla guida della Sim, società industrie marmette (oggi trasformata in Simeg, specializzata nella lavorazione di marmo e granito, alla cui guida c’è il figlio Oliviero). Da tutti conosciuto come l’Avvocato, è stato Presidente della Commissione paritetica comunale Sanità, assessore alla Sanità nella Giunta guidata dal sindaco Fabio Eusebi, Vice Presidente della Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata negli anni '70, componente del Cda del Mediocredito Fondiario Marchigiano e del Centroleasing di Firenze, per oltre 20 anni. È stato anche membro della Commissione Tributaria di Macerata. Si è anche dedicato allimpegno sociale, tra cui il sostegno alle attività delle missioni in Africa e viene ricordato, oltre che per le sue particolari doti umane, per la lungimiranza imprenditoriale.

Nel corso dell’omelia, il cardinale Menichelli ha ricordato la grandezza di spirito che contraddistingueva Rotini e anche la saggezza di sua moglie, esortando i figli, i nipoti e chi lo conosceva, ad accogliere il suo decesso come il testimone di una staffetta: “La mia memoria torna indietro di 50 anni, quando frequentavo casa Rotini. Avevo sempre l’impressione di avere la porta aperta. La morte - ha detto - ci chiede degli atteggiamenti sui quali spesso sorvoliamo nella quotidianità affaticata e frettolosa. Ci chiede la verità, la misericordia e la memoria viva. Dovete custodire la memoria di Rotini. La domenica - ha poi raccontato, andavo insieme a lui a messa, e quando la moglie mi raccontava dei figli, diceva sempre parole utili perché tutti crescessero con la dimensione di benessere ma anche in sapienza e grazia. La vita è un cammino a successione, custodite il testimone che i vostri genitori vi hanno lasciato perché parte da una aristocrazia dello spirito, che loro due avevano. Nn è superiorità. Vostro padre è stato testimone di giustizia. Custodite la fede che lui aveva. È un valore in più. La verità, che vi fa capire la vita, la misericordia, che deve essere il collante della vita, e la memoria - ha concluso - devono aiutarvi a passare queste giornate difficili e a darvi speranza”.

Al termine della celebrazione il figlio Roberto, a nome dei fratelli Emma e Oliviero, e il nipote Stefano, a nome di tutti gli altri cugini, hanno ringraziato quanti hanno preso parte alla cerimonia e ricordato un uomo speciale e illuminato.

Papà nell’ultimo periodo è stato bene - ha detto il figlio Roberto - accolto, a Civitanova, da amici a noi molto legati. Hanno creato intorno a lui il miglior ambiente famigliare. Ha parlato, è stato seduto e molto si deve all’assistenza di Tonia, e prima a due grandi amici. Giampaolo, che lo veniva a prendere tutti i giorni finché ha potuto portandolo in azienda o a Serripola. Un'altra era Marta Bellomarì, un vulcano anche con papà. Papà - ha proseguito - ha fatto tante cose, dopo aver pensato alla sua famiglia e alla sua azienda e penso che su tre fattori si sia basata la sua forza. L’attaccamento al lavoro e ai collaboratori, l’amore per la famiglia e il rispetto delle persone che gli stavano vicine. Tutto questo ce lo dobbiamo ricordare tutti, figli nipoti e collaboratori. Grazie papà, grazie avvocato”.

Il nipote Stefano lo ha ricordato invece come un esempio irraggiungibile ma non per questo meno attento e amorevole verso i nipoti: “Siamo venuti per salutarti e renderti omaggio anche se è solo un nuovo inizio del rapporto che avremo con te. Sei stato maestro e amico e non amavi essere omaggiato e ringraziato. Questo - ha precisato - è uno degli insegnamenti migliori. Hai lasciato un segno indelebile su di noi, ci hai trattato da pari anche se ci sembravi irraggiungibile. Non mancavi di arrabbiarti quando sbagliavamo e ci hai sempre chiesto di essere seri e onesti. Hai sempre soppesato ogni parola. Una delle cose che più mi ha colpito è quando dicesti che non sei mai stato fermo, ma senza stancarti. Dare il tuo nome al mio primo figlio - ha concluso - è il primo passo per ricordarti. Non perdiamoci di vista”.

Pannelli isolanti cadono dal tetto a causa del vento

03 Gen 2018
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Così come preannunciato nel comunicato di allerta meteo emanato dalla Protezione civile regionale, forti raffiche di vento hanno sferzato il territorio maceratese provocando disagi in gran parte dell'area.

Diverse le chiamate ai centralini dei vigili del fuoco per rami divelti, che hanno invaso la sede stradale, e alberi pericolanti.

In talune zone la violenza del vento ha anche provocato interruzioni di energia elettrica.

A Camerino le forti raffiche hanno provocato la caduta di alcuni pannelli isolanti di copertura dei tetti di edifici in parte lesionati dal terremoto in via Madonna delle Carceri.

Sul posto pattuglie dei vigili urbani che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area.

 

f.u.

 

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Azienda settempedana vittima degli hacker

03 Gen 2018
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Azienda di San Severino nel mirino degli hacker. Chiesto un riscatto di 2.800 euro in bitcoin. Al ritorno dalle ferie natalizie, il 27 dicembre, i dipendenti di una ditta settempedana hanno visto comparire sugli schermi dei loro computer una scritta che li informava che il sistemava aveva subito un hackeraggio e che per ripristinare il tutto avrebbero dovuto pagare un riscatto per un ammontare di 0.20 bitcoin, vale a dire circa 2.800 euro.

La somma è stata calcolata dal pirata informatico sulla base di ciò che effettivamente era stato mandato in tilt, cioè il server aziendale e i computer in rete. Va da sé che anche tutti i documenti, il programma di gestione e persino le copie esterne erano state bloccate. Infatti, da un controllo è emerso che l’hacker si introduceva da remoto nel sistema della ditta dal 29 novembre e che per circa un mese aveva proseguito, riuscendo ad hackerare ogni cosa.

Il cybercriminale, nel comunicare la cifra che pretendeva per risolvere il problema, ha anche fatto sapere che per ogni giorno che sarebbe trascorso, il riscatto sarebbe aumentato di 0.10 bitcoin, così dopo un iniziale giro di telefonate per capire se c’era la possibilità di sbloccare il sistema senza cedere al ricatto, il titolare dell’azienda ha deciso di acquistare la moneta virtuale.

Impresa non facile, dato che è reperibile solo online, dopo aver fornito numerose informazioni e diversi giorni per completare l’iscrizione al sito internet per l’acquisto. Ed è proprio il passare dei giorni che la ditta non poteva permettersi, non solo per il riscatto che sarebbe aumentato ma anche perché si sarebbero persi dei giorni di lavoro.

Da qui la decisione di cercare qualcuno che fosse già in possesso del denaro virtuale e fosse disposto a venderlo. Sono così seguite numerose telefonate a banche e esperti o appassionati di settore e alla fine il titolare è stato messo in contatto con un napoletano che ha acconsentito a vendere i bitcoin. Una volta in possesso della cifra necessaria, si è immediatamente provveduto a girarli nel numero di conto fornito dall’hacker nel messaggio comparso sui computer dell’azienda.

Non sono stati sbloccati i backup, ovvero le copie esterne del sistema aziendale, poiché per farlo l’hacker chiedeva ulteriori 0.40 bitcoin. Il titolare ha preferito in questo caso non cedere al ricatto.

Per saperne di più sul bitcoin https://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin

Una nuova scuola dell’infanzia e un asilo nido per Pieve Torina

03 Gen 2018
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Parla di tante piccole, grandi note positive l’anno che si lascia alle spalle il piccolo centro montano di Pieve Torina. Difficile riassumere in poche parole i 365 giorni trascorsi, pieni di fatica ma anche di soddisfazioni, quelle che servono ad affrontare con maggiore ottimismo i non semplici passi della ricostruzione.  Carica di belle speranze è intanto l’apertura del 2018, nella quale, accanto ad azioni da intraprendere o consolidare, si intravedono significativi nuovi percorsi da avviare. Con il mese di gennaio, seppure in soluzioni temporanee, potrà attuarsi il rientro in paese degli ultimi cittadini; sistematisi a suo tempo in altri comuni o ancora ospiti di strutture ricettive della costa, venerdì 5 gennaio riceveranno le chiavi delle 19 Sae del lotto C2 dell’area Le Piane; a chiudere tutta la partita, una decina di giorni più avanti, sarà la consegna dell’ultima tranche di casette. Giunto a realizzazione anche il progetto esecutivo della nuova scuola dell’infanzia che sarà ricostruita dov’era, al centro del paese, vicina alla nuovissima scuola, inaugurata lo scorso 16 dicembre. Della realizzazione della struttura, concepita per essere definitiva, se ne farà carico la Fondazione Francesca Rava N.P.H Italia Onlus ,di Milano.

“Il progetto da inserire all’interno del nostro centro storico– afferma il sindaco Alessandro Gentilucci- si preannuncia come qualcosa di molto originale; prevede infatti una struttura ‘open’con vetrate tutt’attorno, dotata di un tetto‘verde’ e di pannelli solari. Nella sede della fondazione a Milano abbiamo avuto l’occasione di presentare la progettualità  e,- continua Gentilucci- c’è da dire che  si è aggiunta altra solidarietà: l’AIC Associazione Italiana Calciatori, si è fatta avanti con il proposito di donarci un asilo nido.  Grazie ad un ulteriore gesto solidale, il nostro paese potrà dunque dotarsi anche di questa nuova tipologia di infrastruttura. Il tutto a rafforzamento della politica che abbiamo deciso di portare avanti e cioè, quella di segnare la ripartenza  immediata del paese, garantendo un luogo sicuro e dignitoso ai più piccoli, con un’attenzione principalmente rivolta alle scuole elementari, medie, scuola dell’infanzia e,successivamente, dotando il paese di una  struttura completamente nuova come l’asilo nido. Per quel che compete il lavoro dell’amministrazione comunale, anche in ordine alla Casa di riposo siamo a buon punto, con opere già finanziate”. Per consentire il ritorno dei bambini tra i banchi di scuola dopo la pausa natalizia, martedì 2 gennaio è stata anche riaperta gran parte della ‘zona rossa’, al centro del paese.

“Quello che stiamo portando avanti - spiega Gentilucci-, è un lavoro di lungo periodo per una Pieve Torina completamente nuova, prevedendo demolizioni, laddove gli edifici non possano essere recuperati. In proiezione c’è dunque un nuovo modo di pensare il paese, in grado di affacciarsi al domani, attraverso infrastrutture tecnologiche innovative e, forti di contatti importanti che riguardano anche la sfera del lavoro”. Da presidente di quello che è l’Ambito Sociale più colpito della Regione Marche, Alessandro Gentilucci, non si lascia sfuggire l’occasione di un appello e un auspicio per il 2018.

Con oltre il 70 per cento degli edifici inagibili, possiamo ben dire che il nostro comprensorio è sicuramente il più danneggiato. Il mio appello si rivolge ai politici affinché tentino di rivedere un cratere troppo ampio, o meglio, di diversificare le tipologie di difficoltà che le popolazioni si trovano a vivere; quando passo per Pieve Torina e vedo luci spente in tutte le case, il significato è che il livello di distruzione è terribile. E’ evidente che se gli altri Ambiti Sociali della provincia di Macerata hanno l’uno il 12, l’altro il 13 per cento di danni, ben si comprende rispetto alle altre, la differenza che attanaglia le nostre terre; allora- conclude Gentilucci-  grazie anche alla collaborazione con le istituzioni, come è stato sempre fatto, l’auspicio è che si possa vedere una ripartenza delle nostre zone, all’insegna di quell’autentico spirito solidaristico che, in momenti così gravi, non può abbandonare una parte di territorio che potrebbe essere definita una piccola Svizzera”. 

C.C.   

Camerino- 2018 anno della nuova speranza. Pasqui: “ Festeggeremo insieme traguardo per traguardo”

02 Gen 2018
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Il 2018 si è aperto con una speranza in più per i commercianti ospitati nel tendone del City Park e per quelli la cui attività non è ancora ripartita. Proprio allo scadere del 2017 hanno appreso con immensa gioia che l'ufficio tecnico del Comune di Camerino, ha provveduto a inoltrare gli inviti per l'affidamento dei lavori di urbanizzazione e realizzazione delle fondazioni del centro commerciale di San Paolo che ospiterà circa 70 attività. La fase progettuale curata dall'Università di Camerino è definitivamente terminata e, con l'apertura delle buste, il prossimo 15 gennaio si conoscerà il nome dell’ impresa vincitrice. “ Se tutto andrà come si spera- ha dichiarato il sindaco Pasqui-, entro questo mese andrà bandita la gara e credo che per la metà di febbraio, vi sarà la possibilità di dare il via ai lavori. Sarà la partenza di un altro momento fondamentale, perché- ha proseguito -non dobbiamo dimenticare che la nostra è una realtà universitaria e che l’ateneo ha bisogno che intorno vi sia una città. ’ E ' necessario  mettere vicino alla comunità tutta, un livello di grande dignità, con il collegamento di servizi, commercio, associazioni. Senza mai abbassare la guardia, e, comprendendo bene quelle che sono le difficoltà, crediamo in questo percorso e nutriamo fiducia. Da parte mia la massima aspirazione per l’anno nuovo appena inaugurato,si chiama Camerino; ciò che auspico è ottenere il maggior numero di successi possibile per la mia gente, rivedere nelle “casette Sae” il ritorno dei miei concittadini, la serenità dei loro figli e quella dei commercianti. Questo – ha concluso Pasqui- è quello che io spero; d’altra parte prima di essere il sindaco, sono una persona di questa terra, nata a Camerino. Sono fermamente convinto che, insieme ai concittadini,festeggeremo traguardo per traguardo. Ci dobbiamo credere”.

C.C. 

Sarnano, giovane denunciato per possesso di arnesi da scasso

02 Gen 2018
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I carabinieri di Sarnano hanno denunciato in stato di libertà un giovane di 27 anni, residente in provincia, di professione carpentiere, già noto alle forze dell'ordine per diversi delitti. Nel corso di servizi di controllo del territorio, finalizzati alla repressione dei furti in abitazione, i militari hanno rinevuto nella vettura del giovane due leve da carpentiere, tre leve in acciaio, una leva in ferro della lunghezza di circa 50 centimetri con estremità spezza cilindro per serrature, un taglierino, tutto materiale idoneo allo scasso. Tutto il materiale è stato sequestrato, mentre i carabinieri continuano nell'attività di indagine.

Camerino: Si aprono le buste per il Centro commerciale di San Paolo

29 Dic 2017
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Piccoli passi in avanti per le attività commerciali di Camerino. Dopo 14 mesi esatti dalla chiusura del centro storico, avvenuta la sera del 26 ottobre 2016,  dopo aver realizzato il centro commerciale City Park, che avrebbe dovuto ospitare le attività del centro storico per un breve periodo, dopo tante promesse e dichiarazioni di imminenti inizii di lavori, forse qualcosa si sta muovendo.

Dopo Vallicenter, il piccolo centro commerciale inaugurato giovedì 28 dicembre, un piccolissimo passo in avanti si registra anche per la realizzazione del centro commerciale di San Paolo che ospiterà circa 70 attività.

L'ufficio tecnico del comunale ha provveduto a far partire gli inviti per l'affidamento dei lavori di urbanizzazione e realizzazione delle fondazioni.

Le buste saranno aperte il prossimo 15 gennaio, dopo di che uomini e mezzi della impresa vincitrice si metteranno subito al lavoro. La fase progettuale curata dall'Università di Camerino è dunque definitivamente terminata e per quei commercianti che ancora sono ospitati al City Park, così come per quelli ancora senza la loro attività, potrà aprirsi un nuovo capitolo...  Senza tanto nascondersi, alcuni cammercianti hanno espresso qualche perplessità. Si fa presto a dire che a metà gennaio si apriranno le buste... quello che conta è definire i tempi di ralizzazione, prima che molte attività decideranno di cessare l'attività dopo aver constatato che igli incassi sono sempre in diminuzione e per un'attività commerciale i conti si fanno ogni giorno e non dopo cinque anni di mandato politico locale o nazionale.

veduta alto

Siamo stanchi - continuano gli esercenti camerti - di sentire annunci di imminenti inizii... la realtà è che a Camerino siamo sempre " ultimi " in tutto. Siamo stanchi e non crediamo più agli annunci elettorali, le elezioni sono vicine e ai  candidati,  di ogni colore,  che verranno a chiederci il voto risponderemo con una massiccia astenzione.

I commercianti non vivono di stipendio fisso ( non sono dipendenti pubblici ) per questo è arrivato il momento di dire basta alle false promesse e ai facili proclami.   

vista notturna piazza

 

Casette, l'ispezione di Angelo Borrelli

29 Dic 2017
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Una vera e propria ispezione quella compiuta dal capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile Angelo Borrelli in alcuni comuni del cratere sismico, in particolare Sarnano, Caldarola, Pieve Torina, Visso, Castelsantangelo sul Nera, per verificare lo stato dei lavori eseguiti sulle casette dopo che alcuni sindaci avevano alzato la voce lamentando lo stato di incuria delle opere consegnate.

"Lamentiamo il fatto che non c'è stato nessun controllo durante tutte le fasi di lavorazione a partire dalla fase strutturale, impiantistica e di definizione – esclamano all'unisono Giancarlo Bucciarelli e Valentina Gregori, rappresentanti dei comitati – Basta osservare con i propri occhi per constatare che ci sono tetti non fissati alle travi, perdite di metano, impianti non funzionanti con i cittadini che addirittura si rivolgono a noi per sapere come debbano comportarsi".

La presenza del capo della Protezione Civile è la risposta data dalle istituzioni statali alle critiche mosse da amministratori, cittadini, rappresentanti dei comitati sorti all'indomani del sisma sulla gestione dei lavori delle Sae. "Sono venuto per rendermi personalmente conto dello stato delle cose – le parole di Borrelli  – Effettivamente abbiamo trovato piccole imperfezioni, soprattutto per quanto riguarda le rifiniture.

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Questo, però, dà fastidio perchè quando si fanno lavori così importanti, con tanto impegno, le sbavature non sono ammesse. La nostra missione è quella di risolvere i problemi". Non nasconde la presenza di problemi l'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti. "Trova conferma quanto da tempo sosteniamo, cioè che c'erano ritardi e difficoltà da parte del consorzio Arcale nella costruzione delle casette – le sue parole – Adesso dobbiamo accelerare per rispondere alle giuste pressioni dei cittadini che debbono tornare dopo tanto tempo nei loro paesi. Dobbiamo, quindi, consegnare queste casette nel più breve tempo possibile e nel miglior modo possibile".

palmioli casetta

Soddisfatto dell'incontro con Borrelli Luca Giuseppetti, sindaco di Caldarola, uno dei primi cittadini che ha fatto sentire forte la propria voce. "Lo stesso Borrelli si è reso conto della situazione – così Giuseppetti – Le criticità ci sono e sinceramente non mi aspetto questa situazione, visto che le rassicurazioni erano altre. Quello che non è concepibile, come ho detto anche a Borrelli, è che gli impegni presi non siano stati completamente mantenuti".

Una riunione a porte chiuse con lo stesso Borrelli, il presidente del consorzio Arcale, l'assessore Sciapichetti si è invece svolta a Sarnano. "Abbiamo rappresentato la situazione e chiarito la natura delle nostre lamentele tutte documentate e documentabili – dichiara il sindaco Franco Ceregioli – Abbiamo anche preso atto che Arcale è intervenuto per sanare quanto da noi sollevato e ho chiesto di entrare in possesso di alcune certificazioni che puntualmente mi sono state consegnate. Ora, salvo imprevisti, potremo procedere in tempi ragionevolmente brevi alla consegna delle casette".

 

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Una situazione, comunque, che a breve sarà completamente sanata, almeno stando alle rassicurazioni del capo della Protezione civile nazionale. E' vero ci sono alcune lamentele, anche se molti cittadini, pur nella provvisorietà, sono felici di essere ritornati a vivere nei propri paesi.  

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San Severino, il "caso" Boscorosso infiamma il consiglio comunale

29 Dic 2017
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Un consiglio comunale infuocato, quello che si è tenuto a San Severino Marche, e che ha visto la minoranza abbandonare lassise dopo la discussione e l’approvazione della variante al piano regolatore dell’azienda Boscorosso.

Quattordici erano i punti all’ordine del giorno, tra i quali compariva l’interrogazione di Massimo Panicari e Gabriela Lampa sullo stato del progetto del Glorioso, due mozioni del Movimento 5 Stelle (una riguardante il Question time cittadino e una idee e spunti per incrementare il turismo) e la delicata vicenda Boscorosso di cui si parla ormai da più di un anno e mezzo.

Ad introdurre i lavori è stato il sindaco Rosa Piermattei con un aggiornamento della situazione post sisma e numeri inquietanti che riguardano la ricostruzione: “San Severino conta 1.096 edifici inagibili ma all’ufficio ricostruzione della Provincia sono stati presentati 157 progetti di cui solo 14 finanziati”. Il 20 dicembre è stato inaugurato il villaggio Sae che è stato dotato di videosorveglianza e del senso unico ed è stato potenziato il trasporto pubblico dal villaggio al centro e viceversa.

Sono iniziati già i lavori di predisposizione del cantiere per la scuola provvisoria Luzio - ha poi fatto sapere il sindaco - e a breve inizieranno quelli di costruzione e vedremo finalmente realizzato un progetto per cui tanto ci siamo battuti”. Sul fronte delle demolizioni è in via di conclusione l’iter per l’abbattimento di due palazzine in viale Mazzini, ma all’appello ne mancano ancora sei, due delle quali aggiuntesi di recente. In totale sono stati demoliti 39 edifici. Piermattei è poi passata in rassegna ai finanziamenti per le opere pubbliche erogati, tra i quali figurano anche quelli per la nuova scuola Luzio, per il palazzo municipale e per i laboratori dell’Ipsia Pocognoni. Sono poi state concluse le indagini per la microzonazione di terzo livello i cui risultati verranno a breve comunicati.

Sulla situazione dell’Itts Divini il sindaco ha spiegato che i rallentamenti sono stati dovuti all’intrecciarsi di due situazioni: “la ricostruzione dei laboratori appaltata prima del sisma, a cui poi si è aggiunta anche quella della scuola. Per i primi, non sono mai iniziati i lavori perché dopo le indagini geologiche post sisma, è stato necessario rivedere il progetto. Il costo - ha spiegato - è incrementato di circa 270mila euro e la provincia ha chiesto la copertura finanziaria. Il progetto della scuola è stato validato e Invitalia sta valutando le proposte migliorative. L’inizio lavori è previsto entro aprile e dureranno 150 giorni”.

Si è passati poi alla discussione dell’interrogazione a firma Lampa e Panicari sul progetto del complesso monumentale del Glorioso che dovrà accogliere il centro diurno per disabili Il Girasole.

Vanna Bianconi, assessore alle politiche sociali, ha fatto sapere che “l’appalto se l’è aggiudicato il consorzio stabile Cosis di Spoleto con un ribasso del 25,19%, superiore alla soglia di anomalia. Pertanto - ha aggiunto - abbiamo dovuto attendere la conferma dei requisiti e richiedere tutti i certificati. Riteniamo che per aprile il Girasole potrà prendere possesso della sua nuova sede”.

Piccola bagarre durante la discussione di due variazioni al bilancio durante le quali, più che delle variazioni stesse, si è discusso delle luminarie natalizie e della scelta di realizzare le Sae per poi procedere con le mozioni di Mauro Bompadre, del M5S, entrambe bocciate. Una proponeva di introdurre il Question time cittadino in consiglio comunale, respinta perché non ritenuta un’urgenza e perché svilirebbe, secondo l’assessore Tarcisio Antognozzi, il ruolo del consiglio stesso. L’altra riguardava alcune idee per il rilancio turistico della città alla quale Vanna Bianconi e il vice sindaco Giovanni Meschini, hanno risposto con l’introduzione di alcune iniziative in programma per il 2018 tra cui il Feronia Festival, durante il quale docenti di teatro, scenografi, truccatori terranno corsi e workshop per una settimana, nel mese di luglio.

A scaldare gli animi ci ha pensato il caso Boscorosso: si tratta dell’omonima azienda che ha presentato al Comune una variante al piano regolatore per la realizzazione di stalle per mille metri quadrati. Va ricordato che la questione va avanti da oltre un anno: durante gli ultimi mesi dell’amministrazione Martini, la ditta, insieme alla Agricola Rocchetta (entrambe aziende del ramo agricolo della Cemeco), aveva avanzato la richiesta per la realizzazione di due mega stalle da 6mila metri quadri ciascuna, adducendo la motivazione che quelle erano le dimensioni affinché si potessero avere dei guadagni. A corollario di ciò, un’altra società del noto gruppo settempedano, si era resa responsabile di un disboscamento incontrollato proprio nei pressi dell’azienda agricola Boscorosso, l’area interessata era stata posta poi sotto sequestro dalla Forestale e c’è ancora una causa penale in corso. Con l’uso di ruspe ed escavatori, in quell’area è stato distrutto un bosco di piante protette.

Con l’insediamento dell’amministrazione Piermattei i progetti faraonici vennero bocciati, la ditta ricorse al Tar che diede ragione al Comune ma ha poi ripresentato di recente un progetto ridimensionato che rispetterebbe i limiti imposti dall’amministrazione. Tant’è che l’amministrazione ieri sera ha approvato la variante e le minoranze hanno abbandonato l’aula.

Abbiamo chiesto delle garanzie per la tutela dell’ambiente - ha spiegato l’assessore Sara Bianchi - ma dobbiamo anche consentire lo sviluppo del territorio. Avevamo promesso che avremmo permesso il progetto solo se limitato ad un massimo di mille metri quadri e la coerenza è una prerogativa che ci appartiene. Gli interventi devono essere realizzati facendo attenzione che si inseriscano nel contesto delle tipologie costruttive delledilizia locale e che si facciano tutti gli interventi di mitigazione e sistemazione a verde per minimizzare inquinamento visuale, sonoro e atmosferico. No a nuove superfici con pannelli fotovoltaici e la ditta, prima del rilascio del titolo abilitativo, deve presentare apposita polizza fideiussoria a copertura del corretto adempimento del tutto”.

Panicari ha espresso tutta la sua contrarietà specificando che per i capi che l’azienda ha “sono sufficienti 400 metri quadri al massimo, oppure va richiesta la fideiussione sull’implemento del bestiame altrimenti non abbiamo garanzie che vi sia un impegno reale dell’azienda. Nessuno oggi può dirci che questo non serva solo ad accedere ai fondi del piano di sviluppo rurale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il grillino Bompadre che non dimentica quanto accaduto in quelle aree e quanto sosteneva l’allora gestore: “Diceva che per far reddito le dimensioni dovevano essere almeno di 6mila metri quadri per ciascuna azienda. Adesso scopriamo che bastano anche mille metri? Qualcosa non mi torna. È inquietante questa vicenda”. 

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