Visso- Inaugurata la nuova ala dello stabilimento Svila

12 Apr 2017
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Giornata particolarmente significativa quella di martedì 11 aprile per Visso e per la Svila. Inaugurata la nuova ala dello stabilimento dell’industria che produce pizze surgelate, con metà del prodotto esportato in America ed Inghilterra. Un’azienda che è nel cuore di tutti i vissani per il suo attivismo, per la sua concretezza e per la tenacia dimostrata nella volontà di andare avanti. Al taglio del nastro vicino all’azionista di maggioranza Alex Palermo arrivato appositamente dall’America e all’amministratore delegato Maurizio Crea, erano presenti il sindaco Pazzaglini, il presidente della provincia Pettinari, l’arcivescovo Brugnaro, amministratori regionali e locali.

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L’azienda Svila nonostante i danni subiti ad ottobre, già dopo tre settimane  era ripartita, ampliando la produzione e assumendo nuovi dipendenti. Alex Palermo e Maurizio Crea hanno voluto ringraziare il personale per l’attaccamento al lavoro, pur tra mille difficoltà. Molti dei dipendenti hanno perso la casa e ogni giorno raggiungono l’azienda dalla costa. Ricostruzione, riconversione e rinnovamento per la grande famiglia Svila, sempre pronta ad accettare nuove sfide. Subito dopo l’inaugurazione l’arcivescovo Brugnaro ha benedetto il nuovo settore dello stabilimento; uno spazio di oltre 300 metri quadrati che aggiunge uffici, sala riunioni, cella di stoccaggio.

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  Nella foto Palermo, Crea e Brugnaro

 

Nell’occasione è stata posta anche la prima pietra della nuova struttura che dovrebbe essere pronta per l’autunno e in grado di ospitare la mensa aziendale, una sala formazione e locali per i dipendenti.

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              La posa della prima pietra

 

Dall’imprenditore Palermo ( nella foto  )un messaggio di speranza e un’indicazione per il futuro: “ La popolazione vissana deve prendere ad esempio noi per trovare la speranza in una situazione così difficile- ha dichiarato- Non deve perdere la fiducia nell’andare avanti, nella possibilità di ricreare e, con l’impegno di chi di dovere, con un piano giusto e con la voglia di fare, tutto questo è possibile. Alla gente dico di non perdere la speranza, di continuare a far sentire la sua voce e far conoscere i gravi problemi e le tante situazioni da affrontare, per le quali è necessario fare presto. Bisogna iniziare a vedere dei primi passi per ricreare la possibilità di abitare. E’ ora che lo facciamo, è ora di cominciare a mettere le mani nella terra per fa partire il grande lavoro di ricostruzione di un paese bellissimo. Non possiamo scordarci che qui c’era un paese e bisogna poterlo rivedere con tutti i suoi abitanti”

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Namaste, un dono nel segno dell'amicizia.

11 Apr 2017
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Millecolori Lab, libri e strumenti per gli alunni del "De Magistris"

Iniziativa di solidarietà dell'’Associazione "Namaste Onore a te Onlus", che si occupa prevalentemente di adozioni a distanza nelle zone più povere del sud dell'India, ma anche in Moldova, che, nella mattina di martedì 11, ha consegnato ai ragazzi dell’Istituto “De Magistris” di Caldarola, per mano del vice presidente Gabriele Burnazzi e del membro del consiglio direttivo Antonella Chiadini, che hanno portato anche i saluti della presidente Claudine Tissier.  libri e strumenti musicali in sostituzione di quelli in gran parte andati distrutti a causa del sisma.

L’iniziativa è frutto di una raccolta fondi di Namaste Onlus realizzata attraverso una lotteria e un crowdfunding intitolato Millecolori_Lab, come la struttura che attualmente accoglie la scuola.

Alla presenza della dirigente Fabiola Scagnetti, del vice sindaco Debora Speziani (ascolata il file dell'intervista )

e delle autorità locali sono stati donati strumenti musicali per un importo di 3mila euro: 20 tastiere per i ragazzi e 2 per i docenti, 5 chitarre classiche, maracas, triangoli, cimbali, e altri strumenti a percussione come proposto dal prof. Fabio  Tiberi, docente di musica dell’Istituto. Potranno così riprendere regolarmente i laboratori musicali di gruppo, ma anche lo studio individuale dei ragazzi che hanno perso i propri strumenti. 

   Oltre agli strumenti sono stati consegnati libri dell’Editore Massimo De Nardo della Rrose Sélavy di Tolentino utili per le attività integrative come laboratori di scrittura e storytelling, per un importo di 2mila euro.

( ascolta l'intervista a Antonella Chiadini e a Gabriele Burnazzi )

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Dal nuovo Spin off Unicam ‘profumo” di rilancio per il territorio

11 Apr 2017
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Presentata a Borgo Lanciano, nel corso di una particolare e coinvolgente serata. l’esperienza di Mumo  Emozioni Sensoriali, start up spin off dell’università di Camerino. Ad introdurre la serie di interventi esplicativi è stata Emy Morelli, presidente dell’omonimo team composto dal Direttore Commerciale e Marketing Gilberto Chiacchiera della Canenero Advertising, dalla dott.ssa  Roberta Grifantini Direttore Progettazione e Sviluppo Mumo, dal docente Unicam Luciano Barboni in qualità di Direttore Ricerca, da Massimo Ghergo Direttore Creativo. Da questa start up innovativa potrebbero aprirsi interessanti sviluppi per un territorio così duramente colpito e in cerca di riscatto::  “ Partita cinque anni fa- spiega Emy Morelli- Mumo è nata ufficialmente  circa un mese fa quando abbiamo costituito la società, nata come start up innovativa e Spin off di Unicam”. L’azienda Mumo lavora nell’ambito della comunicazione sensoriale, ramo del marketing che utilizza i 5 sensi, per creare strategie pubblicitarie

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“ Ogni forma di comunicazione -ha illustrato Emy Morelli- passa attraverso il canale sensoriale, non solo nel settore industriale ma anche nella vita di tutti i giorni dove tutto è comunicazione. E la comunicazione- ha aggiunto- è sempre veicolata dalle emozioni che, a loro volta, passano attraverso i sensi che sono direttamente collegati con la parte più ancestrale della nostra persona. Noi sostanzialmente facciamo questo: all’interno dell’emotività della persona, andiamo a ricercare quali sono le corde da toccare, e studiamo come queste corde vanno toccate. Facciamo queste cose attraverso la ricerca che tocca i canoni della neurologia, della psicologia, della chimica e, quando subentra l’olfatto, anche della botanica. Trovato il corretto stimolo sensoriale, andiamo ad applicarlo attraverso una serie di servizi e prodotti che poi vengono declinati e personalizzati in base alle singole esigenze che debbono essere incontrate. Mumo è dunque una realtà in sè e per sé unica poiché dal punto di vista pratico e concreto, unisce la comunicazione con la scienza. Noi tra i cinque sensi puntiamo molto sull’olfatto, il senso più potente ed efficace. Core business della nostra attività, è appunto la creazione di brand olfattivi, Si tratta di essenze contenute in un profumo realizzato su misura studiando ed analizzando le caratteristiche specifiche di un’azienda, di un’attività commerciale, ma anche di una città o addirittura di una persona.    

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“ Nel nostro ateneo – ha detto il rettore Flavio Corradini - abbiamo oramai 24 figli, tante sono le aziende che negli ultimi anni siamo riusciti a stimolare e Mumo è una delle ultime nate. L’idea di questo progetto mi ha subito affascinato; in campo sono competenze abbastanza eterogenee quali la dott.ssa Grifantini che è farmacista, il dott. Barboni che è un chimico, supportati da un aspetto di comunicazione e di marketing. La disponibilità dell’università di Camerino a favore di questo team - ha aggiunto- è confermata anche per il futuro perché Unicam vuole dare delle opportunità e mettere a disposizione le proprie reti di conoscenza di qualunque tipologia, nonché i propri uffici strumentati. Auguro a tutto il team di Mumo di trovarsi in un ambiente particolarmente favorevole perché quello che fanno è mettersi in filiera con quello che fanno altri spin off dell’ateneo. Caratterizzare luoghi con i profumi è l’idea di fondo, che potrà diventare un importante veicolo di promozione anche turistica. I comuni della penisola pertanto possono diventare destinatari di produzioni di analisi sensoriale, come è già avvenuto per Camerino. So che in altre città stanno guardando con grande interesse a questo progetto- ha osservato Corradini- e, personalmente, me ne sono innamorato per l’idea che c’è dietro e per la passione che accomuna le persone che ci lavorano. E quando si parla di passione e di impresa le due cose debbono necessariamente viaggiare insieme; l’università è con voi e con l’entusiamo e la passione che vi contraddistingono”.

I temi della comunicazione, marketing sensoriale e brand olfattivi sono stati approfonditi da Gilberto Chiacchiera, amministratore e socio fondatore dell’agenzia Canenero che crea,dirige e sviluppa progetti per brand selezionati nell’ambito del fashion, beauty, consumer  e altri settori merceologici, annoverando tra i suoi clienti realtà molto importanti.

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“ Mumo lavorerà innanzitutto nel campo del turismo e dei loghi olfattivi per le città - ha detto la dott.ssa Grifantini raccontando che il profumo di Camerino, una fragranza per ambiente divenuto logo della città, è nato per caso un anno fa a seguito dell’incontro con Emy Morelli. “ Partiti da  un profumo fatto di essenze di erbe aromatiche estratte sui nostri monti Sibillini, andando avanti ci siamo spostati in Piemonte per creare il logo olfattivo personalizzato della reggia di Venaria Reale, basandoci su un aspetto olfattivo di tipo storico che riflettesse il barocco e la maestosità del luogo. Di seguito nelle Marche è stato realizzato il logo olfattivo di Acqualagna dove, confrontandoci con la peculiarità del tartufo, si è lavorato su un’essenza che contiene una nota di tartufo bianco. In progetto ora ci sono altre città d’Italia. La nostra idea molto ambiziosa è quella di creare un itinerario turistico che, attraverso l’olfatto e i loro profumi, leghi le città e i borghi più belli della penisola. Essendo una farmacista - ha evidenziato- mi preme sottolineare il settore di ricerca con il quale si intende lavorare per la creazione di profumi personalizzati, confrontandosi sulle variabili come il ph cutaneo o la fase oleosa della cute che possono interferire con i profumi.  E’ nostra intenzione cercare di portare avanti un progetto che pensiamo di presentare a Cosmofarma 2018, augurandoci di raggiungere il risultato di un profumo personalizzato per i singoli clienti”.     

“ Sui sogni l’università non può tirarsi indietro"- ha subito colto la palla al balzo il rettore proponendo l’ateneo come sponsor di Mumo, per la partecipazione a Cosmofarma.

Infine il ricercatore Unicam Luciano Barboni ha spiegato che trattandosi di start up innovativa, l’attività commerciale ha alle spalle comunque un lavoro di ricerca “ Il mio contributo, insieme a quello di altri colleghi, è quello di supportare e partecipare ad una serie di attività che sono necessarie. Individuare il portato di un luogo o di un ambiente può infatti provenire sia da motivazioni storiche, come da aromi presenti nell’aria che vanno studiati, individuati e riprodotti con competenze e tecnologie che l’università mette a disposizione”. Il prof. Luciano Barboni ha poi illustrato un progetto molto ambizioso che riguarda l’ambito della formazione dei cd.“ nasi”ovvero maestri profumieri e creatori di profumi.” Punto di riferimento per l’aspetto formativo sono le scuole francesi, sviluppatesi nei territori come il distretto di Gras e diventate famose in tutto il mondo. L’idea è quella di pensare almeno a due percorsi formativi: da un lato un percorso professionalizzante universitario per chi ha alle spalle una laurea in chimica, biologia o farmacia e, parallelamente, lo svolgimento di attività formativa per gente comune appassionata del settore. Importante- ha aggiunto Barboni – anche il coinvolgimento del territorio, atto a valorizzare e incrementare dal punto di vista agricolo la produzione di nicchia di piante che possano fornire gli aromi necessari per questo tipo di attività.Crediamo fortemente che possa rappresentare una prospettiva di sviluppo per  un territorio che in questo momento sta cercando di riemergere e rilanciarsi"    

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La serata è proseguita con un piccolo assaggio di diverse suggestioni sensoriali che hanno toccato tutti e cinque i sensi, partendo da udito e vista fino ad arrivare ai sensi di contatto di tatto e gusto, passando per l’olfatto.

Grazie a questa start up innovativa di Unicam potrebbero dunque profilarsi interessanti sviluppi per Camerino e il territorio dei Sibillini.  A partire da coltivazioni di erbe aromatiche dalle quali estrarre le essenze per la creazione di profumi, passando per la formazione universitaria dedicata al settore, non è del tutto improbabile la nascita di un importante distretto specifico del mondo della profumeria, e, grazie a pacchetti dedicati, con proficue ripercussioni sulle prospettive di sviluppo turistico di queste zone  

Al dott.Filippo Maggi di Unicam il premio "Nutrilite" 2017

11 Apr 2017
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Il lavoro di ricerca dal titolo “Polar Constituents and Biological

Activity of the Berry-Like Fruits from Hypericum androsaemum” di cui è autore il dott.

Filippo Maggi ricercatore Unicam della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, è

risultato vincitore del premio ‘Nutrilite™ Award’ 2017, brand che detiene la leadership

mondiale nel settore delle vitamine e integratori alimentari.

“Sono estremamente orgoglioso di questo riconoscimento – ha dichiarato il dott. Maggi –

Il concorso, è stato indetto per premiare la migliore ricerca scientifica che evidenzi il

contributo benefico dei fitonutrienti nell’invecchiamento sano. La pubblicazione è stata

valutata da un comitato scientifico di professori universitari specializzati in scienze della

nutrizione e alimentazione provenienti da Italia e Olanda, ed è stata selezionata tra lavori

presentati da ricercatori provenienti dalle Università di Firenze, Roma, Milano, Napoli e

Camerino”.

Il lavoro di ricerca si è incentrato sulla caratterizzazione fitochimica e sull’attività biologica

dei frutti prodotti dalla specie Hypericum androsaemum, che ha come particolarità quella

di produrre dei frutti carnosi simili a bacche che cambiano il colore durante la maturazione

da rosso a nero.

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“I risultati dello studio – ha proseguito il dott. Maggi – hanno messo in evidenza un’elevata

attività antiossidante di tali frutti, mai analizzati fino ad ora, superiore a quella di noti frutti

di comune utilizzo come mirtilli, lamponi e more, attività che è da attribuire all’elevato

contenuto in composti fenolici dei frutti rossi. È inoltre emersa un'interessante attività

stimolante la proliferazione dei linfociti B. Tali risultati, sebbene preliminari, hanno

incoraggiato ulteriori ricerche e potrebbero aprire un futuro impiego di questi frutti in

nutraceutici e fitoterapici per il trattamento di patologie legate allo stress ossidativo”.

La cerimonia di consegna, nel corso della quale il dott. Maggi ha avuto l’opportunità di

presentare le proprie attività di ricerca, si è tenuta nei giorni scorsi a Milano.

Camerino City Park Riparte da una casetta di legno la storica Tabaccheria Martella

11 Apr 2017
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Bentornato Bruno. La Tabaccheria Martella ha riaperto i battenti dalla piazza del Camerino City Park. La storica rivendita di tabacchi di piazza Garibaldi ha trasferito la sua attività dal cuore della città e, ormai da qualche giorno, è tornata pienamente operativa in una confortevole casetta di legno, messa su non senza fatica, grazie ad un encomiabile lavoro di squadra. Caparbietà e grande coraggio di chi ha voluto mettercela tutta per riconquistare la “ normalità” del suo lavoro, dopo ben 5 mesi di inattività forzata. Si guarda intorno soddisfatto il titolare Bruno Costantini intento a riordinare gli scaffali dell’arredamento in noce, recuperato da piazza Garibaldi e trasferito nella nuova postazione a ricordare il passato, insieme al lampadario.

 “ Per noi è un voltare pagina- dice Bruno- Il nostro intimo desiderio è che tutto torni ad essere come prima ma nel frattempo ci siamo organizzati da soli a spese nostre, attivandoci per organizzare al meglio questo spazio e per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, seppure tra comprensibili difficoltà. Con la casa di residenza e il negozio in zona rossa, tutte le abitudini sono stravolte, ma questa riapertura vuole essere un forte segnale, è un’iniezione di fiducia per noi stessi e da stimolo per tutta la città”.

La speranza è di poter tornare nel cuore della città, ma l’importante è accettare la sfida e ricominciare con la stessa passione di sempre. “Non abbiamo mai mollato, ma il bel clima di solidarietà e unione che ci trasmettono colleghi e clienti è un bel segnale di ricarica alle nostre energie”

Tabacchi, articoli da regalo, cartoleria, valori bollati, gratta e vinci e tutti i servizi complementari di biglietteria treni, lotto, ricariche telefoniche, sono disponibili al completo anche dalla nuova postazione, grazie allo spostamento delle linee telefoniche. All’esterno della casetta è inoltre regolarmente funzionante anche il distributore automatico tabacchi

Gli orari di apertura e chiusura sono gli stessi di sempre: dalle 7 e 30 alle 13; dalle 15 e 30 alle 20 e 30.

L’aquila torna a volare. Lo chef Budassi riparte da Montecavallo

10 Apr 2017
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Ha riunito oltre settecento persone lo scorso sabato 8 aprile a Montecavallo, l’inaugurazione del “ Nido dell’Aquila” il nuovissimo ristorante di Renzo Budassi. Una festa partecipata da tutta la comunità per il taglio del nastro della bellissima struttura in legno, inaugurata dal sindaco Cecoli, alla presenza del presidente della provincia Pettinari, dell’ingegnere Mecozzi, e della rappresentante della Regione Marche Claudia Orazi. Incontenibile la gioia dello chef Renzo Budassi che, nonostante oltre cinque mesi da sfollato, ogni giorno partendo dalla costa in pulman, ha continuato a raggiungere il suo paese per preparare da mangiare nella cucina della protezione civile della mensa terremotati. “ Oggi è una giornata di festa per Montecavallo e penso per tutto il territorio della provincia di Macerata- ha detto il sindaco – L’aquila finalmente torna a volare e non possiamo che gioire perché è una delle poche attività in ripartenza. Fin da subito il mio motto è stato: “ Cerchiamo da ogni disgrazia di cogliere un’opportunità per il futuro nostro e soprattutto dei nostri figli. Abbiamo cercato fin dalle primissime ore dopo il sisma di tenere Renzo qui sul territorio offrendogli di cucinare per il campo e lui ha accettato.Dal mare alla montagna ha ricevuto una decina di offerte di lavoro ma è restato; Il territorio ha creduto in lui e lui crede nel territorio”

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         Mons Nello Tranzocchi benedice la struttura

 La struttura in legno, realizzata in parte dal comune e parte finanziata della regione Marche, è opera dalla ditta friulana La Edilegno di Claudio Giust, per una capienza di circa 130 posti.. Porchetta penne all’arrabbiata, vitello carpacciato, vitello arrosto, tacchino freddo, cotiche e fagioli, coratella, i piatti forti dell’inaugurazione preparati con grande cura da Renzo e dai suoi aiutanti e serviti su una piazza gremita in ogni ordine di posti.Musica fino a notte per festeggiare la nuova vita del ristorante e l’inesauribile contagiosa energia di Renzo Budassi.

renzo ai fornelli

“ Sono emozionato ma gasatissimo – ha confidato lo chef- Le prenotazioni, tra cerimonie,cresime comunioni, gruppi di ciclisti e motociclisti, arrivano fino a maggio.Non ho voluto mollare mai e adesso sono ancora più convinto del mio lavoro e della mia vita quassù”. “ Piccoli grandi segni della volontà di questa comunità di ritornare alla normalità – ha commentato il presidente Pettinari- E’ chiaro che non può essere solo rimesso al coraggio, alla buona volontà e alla tenacia della nostra gente; le istituzioni, lo stato, tutti coloro che hanno la responsabilità hanno il dovere di fare del tutto per dare non solo questi piccoli segnali ma molti altri segnali ancora più importanti a cominciare dai servizi che vanno ripristinati.Sicuramente anche questo è un servizio quindi è un giorno di festa”.

 tavoli

              fami

Caldarola, iniziata la demolizione delle scuole

10 Apr 2017
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A Caldarola è scattata l'ora X. Da tempo annunciati hanno, infatti, preso il via i lavori di demolizione degli edifici scolastici lungo Viale Umberto I che, prima del terremoto di agosto, ospitavano gli alunni della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria.  Così dopo quasi un secolo di "onorato servizio" l'edificio, costruito nel 1919 sotto il regno di Vittorio Emanuele III al costo di 18300 lire, somma che il comune avrebbe saldato in 50 anni, diviene un cumulo di macerie e al suo posto sorgerà la nuova scuola progettata con criteri antisimici dall'Università di Venezia. Se ne va, così, un lungo pezzo di storia del paese dei cardinali Pallotta come è stato ben sottolineato lo scorso 3 febbraio dagli alunni del comprensivo "De Magistris" durante la cerimonia ufficile di saluto alla loro "cara vecchia scuola". Ruspe al lavoro, dunque, dopo mesi di discussione e rimpalli di responsabilità circa il da farsi, con continue promesse e immediate smentite da parte di "organi superiori", regionali e statali. Ora, comunque, "il dado è tratto" e da oggi la conformazione del viale alberato, porta d'accesso al centro storico di Caldarola, cambierà per sempre. 

 

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Errani ai Vescovi: "Fate presto"

07 Apr 2017
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Si è svolto a Camerino, presso la “Torre del Parco”, “unica struttura agibile tra quelle appartenenti alla diocesi di Camerino – San Severino Marche”, come sottolineato dall’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che ha fatto gli onori di casa, l’incontro periodico tra i Vescovi delle diocesi terremotate del centro Italia e il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Vasco Errani, presenti anche, tra gli altri, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e il soprintendente speciale unico per le zone dell'Italia centrale colpite dal terremoto Paolo Iannelli. L’incontro ha avuto la finalità di fare il punto sulla situazione sul percorso delle messa in sicurezza e della ricostruzione dei beni ecclesiastici. Tra i Vescovi presenti il cardinale arcivescovo di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli, il vescovo di Ascoli Piceno mons. Giovanni d’Ercole, il vescovo di Fabriano–Matelica mons. Stefano Russo, il vescovo di San Benedetto del Tronto Mons. Carlo Bresciani, il vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, il vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi. “Una riunione operativa di lavoro”, come l’ha definita lo stesso Errani, nella quale sono state evidenziate con estrema franchezza alcune delle criticità ancora esistenti e, soprattutto, la sensazione che ci sia un rallentamento nella messa in sicurezza degli edifici di culto indicati al Mibac. Sul punto molto concreto è stato il Commissario Errani secondo cui “è necessario fare il punto esatto della situazione delle opere provvisionali già eseguite e di quelle da compiere, rivedendo, se necessario, quanto indicato dal Mibac. Qualora, poi, i tempi di esecuzione siano eccessivamente dilatati soggetti attuatori delle relative opere potranno essere le singole curie vescovili. Non possiamo permetterci ritardi o situazioni di stallo – ha ribadito con forza lo stesso Commissario – Le opere di messa in sicurezza vanno fatte secondo le norme e i lavori devono essere pagati. Se qualcuno non ve lo permette segnalatemelo”. A tal fine Errani ha proposto ai Vescovi, ai Dirigenti e ai Sovrintendenti presenti un tavolo di lavoro cui dovranno partecipare un tecnico incaricato da ciascuna diocesi, un tecnico della Regione e un tecnico della Protezione civile per definire con esattezza lo stato delle opere compiute o ancora da compiere da presentare poi al prossimo incontro che si terrà, su invito del cardinale Menichelli, ad Ancona venerdì 21 aprile. Prima della conclusione dell’incontro, su sollecitazione dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, è stata richiamata l’attenzione sullo stato del patrimonio archivistico e librario recuperato in ciascuna delle chiese parrocchiali danneggiate rispetto al quale ampia assicurazione e interesse è stata fornita dalla Sovrintendenza archivistica che opera nei territori interessati anche sotto il profilo del reperimento di adeguati spazi attrezzati idonei alla conservazione di detto patrimonio.

 

(I vescovi partecipanti all'incontro)

 

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Condivisione per Camerino "laboratorio di idee". Cucinella: "Ricostruzione come opportunità di sviluppo "

07 Apr 2017
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Affollata conferenza stampa presso la sede del COC a Camerino per presentare l’architetto Mario Cucinella, incaricato dal Comune a redigere il Piano strategico  per la ricostruzione. All’incontro, indetto dal sindaco Pasqui, dal presidente della Provincia di Macerata Pettinari, dal Presidente della Regione Marche Ceriscioli, erano presenti il Commissario straordinario per la ricostruzione Errani, l’Arcivescovo di Camerino- San Severino Marche Brugnaro, il Direttore della Scuola Architettura e Design Unicam Losco, Il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Marche Birrozzi, il Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino Gentilucci, il Direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione post sisma Spuri. La conferenza è stata seguita con interesse anche da numerosi studenti e laureandi della Scuola di Architettura dell’università di Camerino che ha sede ad Ascoli Piceno. Subito il sindaco ha ceduto la parola ad Alessandro Gentilucci che a nome di una terra ferita e portatrice di grandi sentimenti e valori ha auspicato un percorso comune atto a ricostruire e rilanciare una Unione Montana fortemente colpita e devastata “ Possiamo farlo – ha rimarcato-  solo se c’è unità di intenti e se tutti insieme procediamo verso la stessa direzione nel rendere questo territorio appetibile, con infrastrutture importanti. Dobbiamo cogliere questo momento per poter trasformare un’energia negativa in energia positiva di rinascita”

E’ seguito l’intervento del primo cittadino che ha parlato del terremoto come dell’evento più drammatico vissuto da una terra che ha segnato, non solo il percorso culturale ma anche economico del Paese” Molte ripartente della nazione- ha osservato- derivano proprio dalla regione Marche”. Nel presentare l’architetto Cucinella, Pasqui ha dichiarato che

“ una terra così fortemente lesionata, credo  non possa meritare la sola attenzione della politica ma la politica deve essere attenta a capire i propri limiti e mettersi vicino chi ha le giuste capacità, utili a poter far sì che i nostri sogni le nostre speranze si possano guardare con concretezza e realtà e Mario Cucinella è la persona giusta al posto giusto per ridare a questa città quanto di importante conosciamo del passato, quanto sta facendo per il futuro nel presente ”.    

“ L’argomento è molto delicato- ha esordito Cucinella-Mi piace l’idea di chiamare la ricostruzione Sviluppo perché , è importante costruire ma dobbiamo cogliere l’occasione di un momento così difficile per il Paese, per migliorare questo territorio.

Ma da dove cominciare per creare il nuovo modello? “ Intanto- ha spiegato l’architetto Cucinella- si parte con la raccolta di tutte le informazioni in quanto, Camerino come altri luoghi ha tante informazioni che vanno messe insieme per poter dare delle risposte. Il tema centrale è quello della temporaneità paziente, perché costruiremo rapidamente ma ci vorrà del tempo. Saranno infatti i nuovi luoghi di Camerino con l’idea che il progetto della temporaneità diventerà comunque un qualcosa di non definitivo ma permetterà alla gente poi di tornare nella loro terra. Sarà dunque un periodo di tempo importante- ha sottolineato- caratterizzato dai nuovi luoghi del commercio e dell’abitare e dobbiamo costruirli in una maniera tale da lasciare una memoria positiva. Credo che in questo contesto l’obiettivo di tutti sia quello di realizzare qualcosa per poi tornare ad abitare il centro storico e aggiungere qualità a quei servizi che forse anche prima non c’erano; quello che si dibatte non è rifacciamo quello che c’era e basta ed è per questo che assolutamente lavoriamo sul tema delle scuole  e di quei servizi che aiutano le famiglie che stanno resistendo, tanto che nelle scuole stanno andando più bambini di prima e questo significa che c’è un forte attaccamento al territorio, allora diamo a loro dopo il dramma l’opportunità di costruire delle cose nuove per radicarsi ancora di più in queste zone. Credo che sia importante costruire una “ casa dei cittadini” , un luogo dove potersi confrontare e far conoscere quali sono le iniziative, far vedere che siamo insieme alla comunità in un lavoro per il futuro- ha osservato l’architetto-; il problema è che si è interrotto un processo di normalità e dobbiamo evitare che passi troppo tempo e la gente perda quella memoria che invece è elemento fondamentale dell’identità dei luoghi. Un luogo dove confrontarsi, alimentare e creare partecipazione attraverso il coinvolgimento delle persone, per progettare insieme un futuro, credo sia determinante perché, quel futuro che oggi narriamo è quello che ci permette di tener incollata quella memoria che non si deve rompere come un elastico. Seimila persone fuori dalla città, rappresentano il rischio di perdere le abitudini, allora, - ha rimarcato- prima di tutto i servizi, le scuole, i luoghi del commercio, iluoghi della normalità di tutti i giorni, e piano piano bisogna avere anche la pazienza di accettare che le cose non si fanno in due minuti”. La “ casa dei cittadini” è dunque allo studio anche con la Protezione civile; l’idea è quella di un piccolo luogo, una stanza dove la gente potrà conoscere tutte le indicazioni del piano di lavoro; un luogo aperto alla partecipazione di tutti anche attraverso giornate di dialogo. “ Credo che la cosa più difficile in questo momento sia proprio rimettere in moto un dialogo – ha precisato Cucinella- ; se le persone possono parlare, anche per esprimere la loro tensione, le paure legate al non conoscere il futuro, e trovare un luogo dove il futuro lo si sta facendo insieme, penso sia un’ancora che aiuti a mantenere viva anche l’idea che tutti insieme stiamo facendo. Questo è l’elemento determinante in quanto qui non si tratta di costruire solo l’hardware e rimettere insieme le cose, ma tenere insieme una comunità e anche tornare a praticare i riti, tornare nelle proprie chiese, poter usare una piazza, ritrovarsi al bar. Dobbiamo ricostruire un luogo dove le persone possano tornare a chiacchierare come facevano tutti i giorni. Viste dal di fuori sembrano particolari leggeri ma in realtà sono quelle relazioni invisibili con cui si costruisce una città. L’hardware va bene perché bisogna avere una casa ed un tetto sopra la testa ma costruiamo anche un luogo di relazione. Camerino è poi una città straordinaria, ricca di potenti beni culturali che sono motore per la sua economia, allora mettiamole in evidenza queste preziose peculiarità; Tra le cose che mi hanno colpito l’opera del Tiepolo e un teatro davvero magnifico; ricordo che dopo la seconda guerra mondiale nella città di Milano, pur bombardata e con conseguenti drammi umani, Toscanini fece un concerto alla Scala per dire “ questa città riparte dalla cultura”e noi dobbiamo fare questo, dare questi piccoli segnali a tutti i cittadini. Fare un evento a teatro anche tra un anno vuol dire riprendersi un po’ di “normalità” nei luoghi fondamentali della cultura. Che sono importanti ce ne accorgiamo sempre dopo quando ce li tolgono, ora abbiamo bisogno di non perderli più. Abbiamo davanti due tempi: lavoreremo innanzitutto su una temporaneità fuori dalla città e poi c’è l’altro tempo che non vuol dire iniziare un’operazione di recupero del centro storico a macchia di leopardo, come in parte è stato fatto a L’Aquila, ma cominciare dai bordi della città, ristrutturando per abitare in quanto, se noi partiamo senza una logica c’è il rischio che si ristrutturano immobili nel centro senza che sia possibile potervi andare. Suggeriremo pertanto una strategia che consenta di fare delle azioni affinché pian piano, dall’esterno verso l’interno, il centro storico possa essere recuperato e abitato. Ci sono delle parti della città  nelle quali è già possibile procedere rapidamente e, anche ridurre mano a mano la zona rossa pur se per piccoli segmenti,è un segnale importante . Ricordo che a L’Aquila, un anno dopo il terremoto, le persone dicevano che non si poteva vivere di sola periferia, perché tutti hanno bisogno di quei luoghi che sono nel loro dna; la strategia che stiamo iniziando e che stiamo studiando è quella che permetta piano piano di ristrutturare e abitare cosicché il centro storico possa riprendere il suo avvio sia nell’hardware che nel software. Bisognerà chiamarla una ricostruzione paziente, perché occorrerà avere pazienza.

Ai microfoni dei giornalisti l’architetto ha definito grave e soggetta ad attento studio la parte della città verso la Rocca, con la chiesa di santa Maria in via e una via di accesso di primaria importanza. “ In quell’area- ha rilevato- c’è già l’apertura verso il parco che è un luogo sicuro e si pottrebbe già lavorare lì e poi insieme alla Sovrintendenza poter capire cosa fare, perché la problematica della chiesa è davvero molto difficile da affrontare. Bisognerà per forza di cose trovare una strategia anche perché quello è uno dei pochi accessi alla città però i Beni Culturali hanno dato grande disponibilità e occorrerà anche essere veloci con la messa in sicurezza di quella chiesa che è condizione fondamentale per accedere al centro storico”.

L’architetto ha anche parlato di alcune demolizioni che possono rappresentare un’opportunità per Camerino, come quella riguardante l’edificio dell’ex tribunale in piazza Mazzini. “ Togliamo qualcosa di brutto che non sta più in piedi- ha detto-. Perché recuperarlo? Facciamoci invece una piazza nuova e utilizziamo questa opportunità, perché forse prima non avremmo potuto farlo. Oggi quell’immobile, anche tecnicamente, non ha senso e facciamo una demolizione che diventa operazione qualitativa. Non dimentichiamo poi che le vie di fuga a Camarino sono poche e, fa paura non poter uscire. Avere dei luoghi di apertura togliendo delle cose brutte, può essere un’idea vincente per prevenire quello che potrebbe succedere dopo. Iil lavoro è insomma complicato e complesso ma- ha ribadito il professionista- mi piacerebbe fare un lavoro insieme, discutendone. Le città sono infatti il luoghi dove la gente vive ed è molto attaccata anche al futuro; vuole sapere, vuole dire la sua  ed è giusto poter discutere con le persone della visione che abbiamo e per la quale è nostro desiderio vi sia condivisione.

Ha espresso tutta la sua soddisfazione di avere un grande professionista alla guida del progetto,  il presidente della Regione Ceriscioli” Onorati di avere un figura di assoluta qualità come quella dell’architetto Mario Cucinella che seguirà quello che è uno dei punti più importanti della nostra ricostruizione, in quanto, attraverso Camerino e il percorso necessario per la comunità di questo territorio, si crea anche un modello interessante per l’intero territorio marchigiano. E’ un modo- ha rimarcato- per dare grande qualità a questo percorso, facendolo partecipare ai cittadini e nel contempo riuscire a trovare un modo di ricostruire che restituisca sicurezza e bellezza alla nostra terra. Noi – ha concluso- siamo convinti che la scelta sia di straordinaria qualità e questo, può essere un momento di orgoglio per tutte le Marche”.

“ E’ innanzitutto la sicurezza quella che dobbiamo garantire ai cittadini che desiderano tornare nelle loro abitazioni-  ha detto il presidente della provincia Pettinari- La sicurezza non può significare non rispettare le nostre identità, la storia, le nostre architetture, la riconoscibilità del nostro territorio. L’altro aspetto da tenere in massima considerazione sono i servizi- ha aggiunto-; senza i servizi, senza le strade, senza i collegamenti, senza il trasporto pubblico, senza la sanità e senza tutti quei servizi che sono primari per la persona, perché un cittadino dovrebbe abitare qui, perché dovrebbe tornarvi? Le persone sono attaccate alla loro terra e stanno soffrendo per esserne state staccate e per loro, e soprattutto per i loro figli, dobbiamo riuscire ad offrire, non una speranza vuota, ma assicurare che tutti i beni e i servizi siano garantiti assolutamente, anzi siano ripristinati, in quanto molti sono stati anche ridotti o tagliati. L’altro aspetto da tenere in forte considerazione è quello socio-economico. Per abitare qui non servono solo case sicure e servizi, ma serve soprattutto lavoro, serve la possibilità di vivere, di fare progetti di vita per i nostri figli. Allora- ha concluso-il mettere tutto insieme con una corretta pianificazione e un progetto che consideriamo ottimo, non può prescindere dalle possibilità di sviluppo per un territorio già debole e in crisi, colpito duramente nel 1997 e oggi distrutto. Occorre molto di più e cioè il rilancio di tutto il sistema appenninico perché le aree interne sono una grande ricchezza, ma rischiano di diventare un grande deserto”.      

“ Possiamo vantare sicuramente la disponibilità di un grande uomo e di un eccellente tecnico.- ha dichiarato il sindaco Pasqui – Quello che a me interessava in questo tempo era dare al territorio una centralità e, farlo divenire plastico di una ricostruzione. Mi pare oggi di aver capito dalla bocca di tutti coloro che erano seduti attorno al tavolo decisionale per il futuro della nostra città e del territorio, che vi sia netta condivisione e che tutti pensino a questa terra come esempio per la nazione intera, sul come ricostruire. Avere un architetto come Mario Cucinella, uno dei massimi esperti al mondo dell’architettura, è anche sinonimo di garanzia”. 

Il presidente nazionale UNPLI in visita a Camerino

06 Apr 2017
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Visita nelle Marche del presidente nazionale UNPLI Antonino La Spina come segno di vicinanza delle Pro Loco d’Italia alle popolazioni terremotate. Accompagnato da una delegazione guidata dal presidente regionale Mario Borroni, La Spina si è recato prima in visita ad Arquata del Tronto e alle 13.30 circa è arrivato a Camerino. Ad accoglierlo c’erano il presidente provinciale Sergio Giorgi, il presidente della Pro Camerino Renzo Riccioni, tutti i colleghi alla guida delle associazioni di promozione turistica del territorio e la presidente regionale UNPLI Abruzzo Paola Di Francescantonio.

Momento conviviale condiviso nella mensa container di Vallicelle e a seguire, incontro con il sindaco Gianluca Pasqui arrivato poco dopo per portare il saluto della città. “ Stiamo cercando di portare la nostra vicinanza ai territori che stanno vivendo un reale dramma- ha detto La Spina- ; da un certo punto di vista quello che ci conforta, è vedere  il bel segnale di voler andare avanti e voler superare le tante difficoltà . Noi siamo qui per questo- ha aggiunto- per cercare di aiutare tutti i nostri operatori sul territorio affinchè possano mettersi alle spalle questo momento così drammatico e, nel contempo portare la vicinanza di tutte le Pro loco d’Italia, far capire che siamo una grande famiglia del Paese assolutamente vicina a chi sta soffrendo. Così come abbiamo fatto con le varie donazioni che sono arrivate da tutta Italia, è nostra intenzione essere partecipi e d’aiuto conc qualche cosa che possa arrecare utilità, per arrivare concretamente dove c’è il bisogno vero, dove vi siano le esigenze reali delle persone, per intervenire proficuamente, evitando sprechi o perdite di tempo”.

Durante il suo intervento il sindaco Pasqui ha lanciato un appello a favore delle associazioni, molte delle quali a seguito del sisma non hanno più una sede, e che rappresentano lo stimolo più significativo nella riaggregazione delle comunità. Il primo cittadino ha evidenziato l’importanza di inserire nel decreto di prossima uscita un’attenzione particolare proprio rivolta alle associazioni.

“Poter avere la possibilità di intervenire subito per non disperdere un immenso patrimonio che significa innanzitutto tradizioni da riprendere - ha sottolineato La Spina- trovo  sia molto importante, altrimenti il disagio non potrà che acuirsi. Le persone, almeno sotto alcuni aspetti, hanno bisogno di poter tornare ad una “normalità” , hanno bisogno di potersi riaggregare su alcune tematiche che possono essere quelle legate alle loro tradizioni, ai loro eventi e alle iniziative che accomunano e tengono uniti. La festa del patrono o un evento culturale – ha spiegato- sono elementi forti che riescono a farci ritrovare uno stare insieme legato alle nostre radici. La nostra visita ci ha fatto conoscere la realtà di tanti comuni anche piccolissimi dove sarà difficilissimo ricostituire un tessuto urbanistico ma almeno, manteniamo vive le tradizioni, anche se in altri modi, in altri luoghi, perché servono a mantenere vivo lo spirito reale della comunità”.

“ Mi auguro che questa attenzione per le associazioni possa trovare una risposta dal governo- ha affermato il presidente regionale Borroni- Auspichiamo che ogni ente faccia la sua parte per portare avanti questa esigenza per avere una voce forte che sicuramente potrà essere meglio ascoltata”.

A conclusione della sua visita il presidente nazionale dell’UNPLI ha incontrato il rettore Flavio Corradini, con il quale si è intrattenuto a colloquio insieme ai presidenti regionale e provinciale; infine la delegazione ha compiuto un giro nella zona rossa della città di Camerino.

gruppo rettore

 

Via Crucis e Lunedì di Pasqua, a Caldarola scoppia la polemica

06 Apr 2017
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Non sarà una Pasqua come tutte le altre quella che si appresta a vivere la comunità di Caldarola, costretta, come noto, a fare i conti con i danni del terremoto, con l'intero centro storico, ancora zona rossa, chiuso dal 30 ottobre. La tradizionale processione del Lunedì dell'Angelo, giorno di festa più importante dell'anno per i caldarolesi, residenti e non, che da sempre si riunivano intorno alla venerata immagine della Vergine, non vedrà infatti il quadro originale della Madonna del Monte percorrere le vie del paese. La tela dipinta nel 1491 da Lorenzo D'Alessandro, su commissione del beato Francesco Piani, da sempre custodita nell'omonimo santuario nella piazza principale del paese dei cardinali Pallotta è stata, infatti, prelevata dalla sua sede per essere trasferita a San Severino, nel deposito dove si trovano custodite molte opere recuperate da chiese della diocesi di Camerino – San Severino ferite dal sisma. La decisione, fa sapere il parroco, si è resa necessaria per la realizzazione dei lavori all'interno del tempio visto l'aggravamento delle condizioni dell'edificio che, ora, necessita anche di una messa in sicurezza all'interno. Viene, così, a confermarsi il tradizionale detto caldarolese "Se non esce il Figlio non esce neppure la Madre", ad indicare nel corso degli anni che qualora non si fosse svolta la processione del Venerdì Santo (per cause metereologiche) non si sarebbe celebrata neppure quella del Lunedì di Pasqua.

 

tela in sicurezza

Ed in effetti, pur essendo regolarmente in programma la processione del Venerdì Santo con i quadri viventi della Via Crucis, grande assente sarà proprio il Cristo ligneo del 1600 che veniva portato in processione adagiato nel catafalco, statua non ancora recuperata dalle macerie della chiesa di San Gregorio. Quello che, però, attualmente "agita" i pochi residenti rimasti a Caldarola è il percorso scelto dal Comitato per la Via Crucis e la decisone della Pro Loco di dislocare il mercatino del Lunedì di Pasqua presso la zona industriale. L'ex sindaco Fabio Lambertucci, facendosi portavoce di altri cittadini, ha lanciato il sasso sui social. "Perchè – si chiede Lambertucci – è stato escluso Viale Umberto I, unica parte ancora fruibile del "vecchio" centro storico"? Così facendo – continua – quando lo faremo nuovamente rivivere?". Sembra che tale diniego, così fanno sapere dalla Pro Loco e dal Comitato Via Crucis, venga dall'Alto (dall'Amministrazione Comunale) adducendo motivi di incolumità e di sicurezza pubblica. Anche dall'amministrazione, però, giungono al riguardo voci discordanti. Si prennuncia, dunque, una Pasqua con sole, polemiche e tanti assenti.  

 

cristo morto

 

stazione

 

lunedi caldarola

"Filo diretto con il sindaco Pasqui" alle ore 18.30 su RadioC1inblu e in diretta facebook

06 Apr 2017
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Si rinnova anche questo giovedì 6 aprile, ore 18.30, il "Filo diretto con il sindaco Pasqui". Un'ora di diretta sulle frequenze di Radio C1inblu (90.6 e 103.00) e in streaming sul sito internet www.radioc1inblu.it con il primo cittadino di Camerino che risponde a domande, curiosità, richieste dei cittadini sulle questioni riguardanti l'emergenza terremoto e, soprattutto, sugli intenti dell'amministrazione comunale di Camerino in merito alla ricostruzione post sisma. Possibilità per tutti coloro che lo desiderano di intervenire chiamando il numero 3667879480 per parlare in diretta con il sindaco Gianluca Pasqui. Da questa puntata, inoltre, sarà possibile seguire la trasmissione in video anche attraverso la diretta facebook.

"Duathlon Città di Caldarola". Domenica 9 Aprile correre per ripartire

05 Apr 2017
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Nel luglio 2016, precisamente sabato 9 e domenica 10, grazie alla spinta del sindaco di Belforte del Chienti Roberto Paoloni si svolse, con grande successo di partecipanti, nel territorio dei 5 comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona la prima edizione di "Borghi & Castelli Sport Fest ", il primo evento marchigiano dedicato agli sport acquatici e di endurance all'aperto immerso nella natura e nei borghi degli appennini marchigiani. Così in uno scenario incantato tra borghi e castelli dei 5 comuni del maceratese ebbe luogo una due giorni di sport con gare di nuoto, pallanuoto, trail-running, duathlon, nordic walking, attività sportive e festa per tutti.

edizione2016

 

Oggi, dopo le drammatiche scosse di terremoto dello scorso mese di ottobre quei luoghi, forse meno incantati, mostrano in tutta la loro drammaticità le ferite inferte dal sisma. Non si è, però, spenta la speranza di rinascita e la voglia di tornare alla normalità da parte di coloro che abitano in quei luoghi. Così, grazie anche all'organizzazione della "Flipper Triathlon Ascoli Piceno" questa domenica 9 Aprile si svolge la seconda edizione del "Duathlon Sprint Città di Caldarola" caratterizzata dal motto #corriamoeripartiamo!

 

corsodistrutto

 

"Parlando con il sindaco Luca Giuseppetti e con il vice sindaco Debora Speziani abbiamo proposto di organizzare una gara a Caldarola anche nel mese di Aprile – spiega Ezio Amatucci della Flipper Triathlon – in attesa di riproporre nel mese di luglio la seconda edizione di Borghi & Castelli Sport Fest. Ci è sembrato giusto pensare a tale iniziativa anche per far conoscere a quanti parteciperanno lo stato di questi luoghi martoriati dal terremoto e fare opera di sensibilizzazione verso queste popolazioni con l'intento di contribuire al ritorno alla normalità. Ovviamente in questo frangente era difficile riuscire a coinvolgere tutti e 5 i comuni, nei quali saranno organizzati eventi il prossimo mese di luglio, per cui abbiamo scelto Caldarola come sede di questa gara di duathlon che nella sua frazione in bicicletta percorrerà anche l'anello intorno al lago di Caccamo". Ci saranno gioco forza variazioni nel percorso, che nella frazione della corsa non potrà raggiungere il suggestivo castello Pallotta, sito all'interno della zona rossa. Partenza, zona cambio e arrivo saranno posizionate lungo viale Umberto I davanti alla scuola elementare divenuta anch'essa luogo simbolo del terremoto. Per tutti, comunque, vale il motto #corriamoeripartiamo!

 

scuole

 

chiesa san gregorio

 

edizione corsa

 

duathlon

 

 

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