Unicam - Ricostruzione e futuro si incamminano con il progetto Shoevalley. Firmato l'accordo

01 Mar 2017
1362 volte

Firmato a Camerino nella sede del rettorato dell’ateneo, l’accordo di collaborazione tra Unicam e Shoevalley per l’istituzione di un centro di eccellenza legato al settore calzaturiero marchigiano.Ad illustrare i dettagli dell’accordo sono stati il prorettore vicario di Unicam prof.  Claudio Pettinari, il consulente di marketing Walter Jr. Cassetta e Ubaldo Malvestiti di Shoevalley.

“La firma di questo accordo quadro mi dà un’emozione forte- ha esordito il prorettore Pettinari- Una settimana dopo il sisma Ubaldo Malvestiti ha espresso il suo desiderio di fare qualcosa di significativo per la vallata del Chienti e per l’università di Camerino.  Subito siamo entrati in contatto e mi ha presentato il progetto Shoevalley, che si può definire unico al mondo. E’ una progettualità  sulla quale Unicam conta molto anche per gli effetti  positivi sulla nostra valle e il territorio tutto.

Shoevalley - ha spiegato Pettinari -dovrebbe svilupparsi in due fasi integrate o distinte, anche se a noi piacerebbe vederle strettamente integrate. La prima fase prevede la creazione di un monoprodotto, la Premium sneakers, scarpa confezionata con materiali e tecnologie innovative. Saranno persone del territorio a realizzarla in maniera liberale, mettendo a disposizione un po’ del loro tempo, un po’ del loro materiale, un po’ dei loro soldi. La calzatura senza marchio, prodotta esclusivamente per Unicam, verrà poi donata all’università di Camerino che, grazie ad essa, attiverà, a sua volta una raccolta di crowfunding.  La Sneaker Premium in vendita solo sul web ( www.shoevalley.it), attraverso l’iniziativa di crowfunding potrà essere acquistata e indossata da chi vorrà sostenere Unicam e la ricostruzione. La donazione sarà a vantaggio completo di Unicam che ne usufruirà per risolvere le sue problematiche derivanti dal sisma.

Di assoluto rilievo però - ha aggiunto il prorettore- la second fase del progetto nella quale ci siamo immediatamente tuffati e che è quella di creare la Shoevalley che non potrebbe esistere senza un Centro di Ricerca e Sviluppo per il settore della calzatura. E in questo- ha sottolineato-  l’università di Camerino con le sue 5 scuole può dare un importante contributo; la Scuola di Giurisprudenza può occuparsi di marketing, la Scuola di Architettura e Design fornire competenze sul design e sull’ecodesign, la Scuola di Biologia e Medicina Veterinaria offrire informazioni su fibre e su biomateriali, quella di Scienze e Tecnologie un contributo per la progettazione di nuove tecnologie per la calzatura e la Scuola di Scienze del Farmaco può dare un apporto nel settore della meccanica. Fin da subito dunque, le persone che in questa terra lavorano nel settore della calzatura saranno a fianco dei nostri ricercatori i quali , a loro volta, potranno dare un senso alle loro ricerche mettendo mano direttamente al prodotto calzaturiero”. 

conferenza Shoevalley

E’ stato poi il consulente di marketing Walter Jr. Cassetta a illustrare nel dettaglio il progetto Shoevalley.

“Due le fasi del progetto partendo dal crowfunding e dalla raccolta di risorse economiche finalizzate al sostegno per la ricostruzione dell’ateneo e allo sviluppo del centro di ricerca, attraverso il monoprodotto che diventa in un certo senso il simbolo dell’expertise della Shoevalley, eccellenza  già esistente  nel territorio e veicolo per raccontare il progetto Shoevalley nella sua interezza. Da un lato dunque, la finalità economica, dall’altro il veicolo di comunicazione. Del resto è proprio nel dna del crowfunding la caratteristica di aiutare già prima che un progetto prenda forma e nel contempèo aiutare a raccogliere risorse. La peculiarità del progetto è che viene fatto attraverso le persone; coloro che vi parteciperanno tra lavoratori, imprenditori e non, attraverso il loro lavoro, fornendo materie prime o investendo denaro, contribuiranno alla realizzazione del proramma. L’idea di una progettualità concentrata sulle persone serve a riportare l’attenzione sul territorio e sulle persone, l’uno e le altre, spesso divisi da interessi particolari, per prendere consapevolezza che solo attraverso ricerca e innovazione è possibile creare valore diffuso per le persone. Valore diffuso per chi opera nel settore della filiera e per tutti gli attori, con l’obiettivo finale di un lavoro sempre più qualificato.  .

La seconda fase è la creazione di un Centro permanente di Ricerca e Sviluppo; Shoevalley infatti- ha spiegato Cassetta- prende le mosse dalla Silicon valley. Gli imprenditori americani che arrivano ad acquistare scarpe nel nostro teritorio ci identificano come la Shoevalley, perché simo unici nel creare un certo tipo di calzatura (soprattutto la sneaker di fascia alta Premium) e prodotti di moda pensati nella maniera più trasversale. Senza atenei e centri di ricerca di assoluto valore mondiale- ha proseguito il consulente-  la silicon Valley  non sarebbe il posto dove si crea il prodotto economico più alto al mondo, per cui, non può esistere una Shoevalley senza un centro di ricerca che, a livello applicato, possa essere il riflesso di tutte le tecnologie che si possono sviluppare, nelll’innovare il prodotto calzatura. L’obiettivo è dunque quello di realizzare qualcosa che non c’è, nell’interesse di tutti, attraverso la creazione di  un motore  capace di generare valore in maniera diffusa.   Shoevalley può aiutare le aziende a sviluppare tecnologia, know how, formare le menti che a loro volta porteranno valore dentro le aziende. Un valore vero, soprattutto per le generazioni future

“Uno dei motivi che mi ha spinto verso Unicam- ha affermato Ubaldo Malvestiti- è stata la visita alla Conceria del Chienti dove ho scoperto un laboratorio di analisi dei materiali dell’università di Camerino. La presenza di un laboratorio universitario all’interno di un’azienda mi ha fatto capire la sinergia dell’ateneo con il territorio e il suo creare valore, controllo e qualità, ovvero le condizioni per quell’azienda di poter eccellere nel proprio campo. E’ lì che mi è balenato l’aggancio con l’Università  di Camerino- ha concluso Malvestiti-; è stato il metodo dell’ateneo che mi ha attratto, suggerendomi un contatto. Avere un laboratorio di materiali all’interno di un’azienda e sapere quale risultato avranno quei materiali nel tempo, credo sia un’importante innovazione”.  

firma Shoe

 

"Da Unicam le basi per un solido futuro"

28 Feb 2017
881 volte

Lettera aperta degli ex rettori dell'Università di Camerino Fulvio Esposito, Ignazio Buti, Mario Giannella, Roberto Marassi ai cittadini delle aree colpite dal sisma e a quanti operano all'interno di Unicam. In essa gli ex rettori chiedono che si faccia “un balzo in avanti” e che “l'università vada a costruire un solido futuro”.

La nostra comunità ha subito in questi mesi colpi durissimi, per risollevarci dai quali serve il contributo di tutti, con uno sforzo di intelligenza e creatività capace di tracciare nuove e innovative traiettorie di sviluppo per il territorio e per la nostra Università.

Non possiamo infatti nasconderci che il terremoto, pur nella sua natura di evento fuori dell’ordinario, è intervenuto su una realtà socio-economica che da lungo tempo viveva e vive una situazione di fragilità.

Non è per caso che, nel 2015, è stata elaborata dal Governo una ‘Strategia Nazionale per le Aree Interne’, finalizzata ad affrontare le criticità che affliggono più della metà della superficie nazionale e che, per il suo impatto sociale ed economico, sta diventando paragonabile alla storica Questione Meridionale.

Il nostro territorio soffre di queste criticità; bastino ad indicarlo poche cifre: in 40 anni, dal 1971 al 2011, la popolazione è diminuita del 24%; in soli 10 anni, dal 2001 al 2011, le imprese sono diminuite del 7% e gli addetti del 6%.

Dunque la ricostruzione, nella quale stiamo impegnando tutte le nostre energie, sarebbe resa vana dall’assenza di un programma di sviluppo credibile, sostenibile, di successo: le case che stiamo ricostruendo dovranno essere abitate, le imprese dovranno tornare attive e produttive, i musei visitati, le chiese frequentate, le aule, le biblioteche, i laboratori pieni di studenti e di ricercatori…

Come raggiungere questo obiettivo?

Non crediamo che ci sia qualcuno che ha a disposizione - francamente non crediamo nemmeno che esista - un programma ‘chiavi in mano’.

Crediamo però che ci sia un metodo. Un metodo che parta dall’ascolto delle comunità, in particolare di quelle più colpite dagli eventi sismici. Un metodo che sappia elaborare saperi e tradizioni, speranze ed intuizioni e sappia declinarli in funzione di riferimenti globali che possono apparire lontani (ad esempio la ‘digitalizzazione’), ma rispetto ai quali non possiamo restare indifferenti, pena la definitiva, irreversibile marginalità.

In questo processo di interpretazione e traduzione delle vocazioni territoriali nelle lingue del nuovo paradigma tecnologico, la nostra Università, universale sì, come il nome la designa, ma attenta da sempre al suo territorio, può avere un ruolo decisivo.

I friulani, provati come noi da un sisma distruttivo nel 1976, appena avviata la ricostruzione, promossero una raccolta di firme per chiedere l’attivazione di un’università, istituzione di cui quel territorio era privo. La petizione ebbe successo (125.000 firme) e, nel 1978, venne fondata l’Università di Udine, che ha dimostrato negli anni, insieme all’Università di Trieste, il suo ruolo di potente leva per lo sviluppo di tutta una Regione e non solo.

Noi l’Università l’abbiamo dal 1336. Un’Università che, tra tante difficoltà, ha mantenuto con dignità il suo posto nel sistema nazionale, ha saputo restare allineata con i processi di necessario cambiamento e talvolta li ha anticipati.

Oggi serve un nuovo balzo in avanti e in alto.

Serve una rinnovata energia da trasmettere, attraverso frequenti occasioni d’incontro, alle 131 comunità di cittadini che, con caparbio coraggio, sono rimasti a presidiare i loro luoghi o che, dolorosamente, se ne sono dovuti momentaneamente allontanare. Il nostro compito dev’essere quello di fornire informazioni autorevoli ed affidabili e di raccogliere idee e suggestioni che innestino nel processo di ricostruzione urbanistica gli elementi per una rigenerazione sociale ed economica del territorio.

Occorre che tutte le persone di buona volontà che operano nell’Università di Camerino, che bene hanno compreso le difficoltà del momento ed alacremente stanno operando per superarle, intraprendano all’interno una fase di franca discussione per progettare nuovi percorsi che aprano prospettive di sviluppo, senza rinnegare nulla della propria storia, ma con la serena consapevolezza che la storia, da sola, non garantisce il futuro.

Occorre alzare lo sguardo, stringendo rapporti con chi è animato da sincera volontà di collaborazione e si confronta con problemi simili ai nostri; ad esempio, con le Università dell’Appennino, tutte localizzate in zone ad alto rischio sismico, tutte chiamate a trovare soluzioni intelligenti alle criticità proprie delle ‘aree interne’.

Occorre andare ancora più lontano, verso paesi dove le competenze presenti nella nostra Università possono promuovere processi di sviluppo e verso paesi dai quali possiamo importare nuove e feconde competenze di cui siamo carenti.

In questo modo pensiamo che l’Università di Camerino possa costruire un solido futuro, che coinvolgerà la Città che ad essa dà il nome, il complesso delle aree interne, l’intero paese e, soprattutto, i suoi giovani.

Sisma- 6500 posti disponibili negli alberghi. Assessore Pieroni ringrazia albergatori ed ANCI

27 Feb 2017
127 volte

ISMA: DISPONIBILITA' DI 6.500 POSTI NEGLI HOTEL - ASSESSORE PIERONI  RINGRAZIA ALBERGATORI ED ANCI


A fronte dei 5400 sfollati che oggi risiedono negli alberghi la Regione Marche ha ricevuto una disponibilità di posti per 6500 alloggi da parte degli albergatori. “Voglio ringraziare tutte le associazioni di categorie e l’Anci per la collaborazione – spiega l’assessore Moreno Pieroni – nel corso di queste settimane è stato fatto un grande lavoro anche dagli uffici regionali. Mercoledì chiuderemo questa prima fase e passeremo a convocare i sindaci delle comunità colpite dal sisma per concordare e condividere con loro e i cittadini ogni passo, ogni decisione che prenderemo cercando di limitare al massimo i disagi e gli spostamenti. Fino ad ora gli alberghi hanno incassato oltre 16 milioni di euro”.

Sanità Marche- Siglato accordo su fondi contrattuali

27 Feb 2017
114 volte

E’ stato siglato  a palazzo Raffaello un accordo su fondi contrattuali e politiche del personale, stretto tra giunta regionale, enti e aziende del servizio sanitario e organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza. L’accordo è stato raggiunto al termine di un complesso e proficuo lavoro di confronto tra Regione, Asur, Aziende e organizzazioni sindacali e – ha sottolineato il presidente Luca Ceriscioli - mette a disposizione delle Aziende sanitarie gli strumenti per gestire le attività e la programmazione nei tempi dovuti”.
“È il secondo anno consecutivo – ha affermato il presidente – che a livello nazionale, grazie al contributo delle Regioni, riusciamo ad avere a disposizione il fondo in tempi utili e ciò consentirà di portare avanti correttamente tutte le procedure. Come giunta abbiamo già approvato gli obiettivi e anche il piano assunzioni è nato sotto la spinta forte della parte politica. Tutto questo permetterà di gestire al meglio la congruità tra i percorsi e i bisogni effettivi. Si tratta – ha proseguito il presidente - di un accordo cerniera tra la gestione passata e le riforme future. Per non perdere risorse avremo bisogno di una visione unitaria. Non sarà possibile, ovviamente, sanare tutto, ma la firma di oggi ci offre sicuramente un percorso che ci garantirà di migliorare l’intero sistema”.
Il protocollo prevede che la metà dei risparmi che le aziende otterranno attraverso i piani di razionalizzazione della spesa potrà essere dedicata alla incentivazione del personale. A ciò si aggiunge la riapertura di un tavolo all'interno delle Aziende, sulla verifica dei fondi contrattuali nella prospettiva della omogeneizzazione, in particolare delle aree vaste.
Parere sostanzialmente positivo delle organizzazioni sindacali, che, pur con la questione ancora aperta dei tagli statali del decreto Tremonti del 2010, riconoscono nell’accordo un importante strumento consegnato alle rappresentanze dei lavoratori per la contrattazione nei posti di lavoro.

Truffatore seriale a Fabriano. Salgono a 12 i raggiri online di un 20enne del luogo già arrestato

27 Feb 2017
131 volte

Nonostante l’arresto operato circa 10 giorni fa a carico di un giovane fabrianese colpevole di truffa aggravata, on line, gli agenti del Commissariato di P.S. di Fabriano non hanno mai interrotto tutte le indagini per risalire ad altre possibili vittime incontrate via web dal 20enne e dalle truffe che potevano viaggiare ancora su internet.

Intuito infallibile che ha portato sabato mattina ad individuare una nuova vittima del truffatore seriale: un uomo residente nella provincia di Potenza che aveva venduto al marchigiano un cellullare I Phone di ultima generazione.

Anche lui, come la giovane toscana, dopo aver pattuito la somma di euro 115,00, attendeva invano che gli venisse accreditato quanto stabilito.

La tecnica, infatti, era sempre la stessa: il giovane truffatore inviava al venditore una finta ricevuta, questa volta un bonifico bancario riprodotto alla perfezione anche nei dettagli, e chiedeva la spedizione immediata dell’oggetto acquistato.

L’ignara vittima convinta dell’accredito provvedeva a spedire il cellulare: ma, dopo aver atteso alcuni giorni senza avere un riscontro in banca di quanto avesse guadagnato con la vendita, intuiva di essere cascato in una truffa.

Immediatamente si presentava presso la Questura di Potenza per sporgere una denuncia.

Ricevuta la segnalazione dalla Basilicata, i poliziotti del Commissariato di Fabriano hanno intercettato ancora una volta il vettore della spedizione riuscendo a bloccare la consegna.

L’imballaggio del cellulare riportava chiaramente le generalità del mittente riconducibile al denunciate di Potenza e il recapito dell’ormai noto truffatore fabrianese.

Con questo episodio, salgono a 12 le truffe aggravate di cui dovrà rispondere il 20enne già in stato di arresto.

L'arcivescovo Brugnaro visita le monache Benedettine accolte ad Assisi

25 Feb 2017
575 volte

L’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha fatto visita alle suore benedettine di San Ginesio ospitate, a seguito dell’inagibilità del loro convento, presso il monastero delle Benedettine di San Giuseppe di Assisi, dove sono state fraternamente accolte dalla Badessa Madre Mariangela.

suore 1

Anche le otto consorelle sfollate sono il simbolo del dramma del terremoto e la presenza del loro pastore dà continuità all’impegno divicinanzasolidale. “ Le ho trovate molto contente e ben inserite con affetto nella comunità – ha affermato l’arcivescovo- ; non mi hanno nascosto la loro preoccupazione per il monastero che hanno dovuto lasciare, in quanto fortemente lesionato, ma le ho rassicurate sulla messa in sicurezza del loro convento e della chiesa che seguiremo con attenzione ”. Nell’occasione Brugnaro ha voluto salutare e ringraziare personalmente mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi Nocera Umbra Gualdo Tadino.

Vesvcovo Assisi

“Lo stesso Sorrentino - ha riferito l’arcivescovo - si è detto felice della vicinanza e condivisione tra monasteri, dello stare insieme e condividere la fatica e la fraternità della preghiera e della vita di clausura . Da parte loro le suore assicurano quotidianamente la preghiera per la comunità di San Ginesio e sono contente di essere informate tramite il settimanale diocesano l’Appennino camerte”

La proposta di un architetto per Camerino

24 Feb 2017
4616 volte

No tax Area e ricostruzione del tessuto sociale e di tutte le attività che erano presenti prima nel centro storico. E’ l’idea di Fulvio Santoni, tecnico professionista con una lunga esperienza di lavoro nel sisma del 1997, per la rinascita di Camerino. A quattro mesi dalle scosse di ottobre, più di una preoccupazione sconvolge le menti di amministratori e cittadini, comunque reattivi . Fortemente legato alla città ducale,l’architetto Santoni, propone la costruzione di un duplicato della città fuori dalle mura per non perdere l’identità

Camerino è una città particolare e diversa rispetto ai centri anche vicini - afferma l’architetto - ; ha delle sue peculiarità, una sua storia e un centro storico che a mio avviso ha subìto anche delle deturpazioni, come edifici a ridosso delle mura antiche che non brillano per bellezza. Bisognerebbe dunque cogliere l’occasione di risistemare le situazioni discutibili e soprattutto preservare un tessuto sociale ed economico e, nel tempo che servirà per la ricostruzione mantenere tutte le attività commerciali. La mia idea- spiega Santoni – è quella di creare nelle immediate vicinanze della città (nello specifico nella zona dei quartieri che vanno da Vallicelle –Conce a San Paolo-Madonna delle Carceri), delle piccole aggregazioni residenziali che uniscano contemporaneamente abitazioni, servizi, negozi, al fine di ricreare delle piccole comunità. Tale programmazione urbanistica, di pari passo con gli sgravi fiscali della “No tax Area”– continua l’architetto- potrebbe significare per Camerino un incremento delle attività economiche e della popolazione che, dagli attuali 7 mila potrebbe salire a 12 – 13 mila abitanti.

L’obiettivo della proposta è dunque quello di preservare cultura e tradizioni, mantenendo viva la città sotto l’aspetto abitativo e residenziale e, soprattutto, conservando la vitalità di tutte le attività, in molti casi dal valore inestimabile, in quanto, artigianalità inesistenti in altre realtà cittadine. I tempi della ricostruzione saranno relativamente brevi ma noi - sottolinea l’architetto- dobbiamo prendere ancora più tempo; solo così saremo sicuri di garantire una ricostruzione seria. La manodopera delle ditte non è quasi mai specializzata perciò, bisogna dare tempo alle ditte di organizzarsi, di assumere personale specializzato e soprattutto di avere finanziamenti giusti per poter procedere con interventi sicuri. Se col sistema attuale riusciamo a garantire solo un 40 -50 per cento di miglioramento sismico- prosegue Santoni- vorrà dire che al prossimo terremoto ci ritroveremo punto e a capo. Sono dell’avviso che le due cose combinate insieme permetterebbero di mantenere un tessuto sociale, attività commerciali e comunità in piedi, garantendo anche una crescita a livello demografico ma principalmente, assicurerebbero qualità nella ricostruzione. Ragionando in questo modo credo che per Camerino riusciremo ad ottenere una ricostruzione modello per il centro storico; potremmo pensarvi anche un Campus universitario e delle zone pedonali, in modo da farlo diventare un piccolo gioiello e un esempio per tutta l’Europa. E’ la mia idea di programmazione per guardare avanti e mi rendo conto che per essere condivisa necessiterà di una forte spinta; è per questo motivo che faccio appello a tutti i cittadini camerti e all’amministrazione”.

Carla Campetella

Paesi svuotati-Meno 90 per cento di vendite. Coldiretti" Senza casette muore l'economia"

24 Feb 2017
2708 volte

Senza casette nei paesi svuotati il crollo del 90% del mercato fa morire l’economia locale con gli agricoltori e gli allevatori rimasti che per sopravvivere sono costretti a cercare canali alternativi dove vendere i prodotti salvati dalle macerie. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti che a sei mesi dal sisma ospita all’insegna della solidarietà i produttori provenienti dalle Marche e dalle altre regioni terremotate nel nuovo mercato contadino di Campagna Amica a Roma, all’Aranciera di San Sisto in Via Valle delle Camene 11 nei pressi delle Terme di Caracalla, per tutto il week end di Carnevale. In aiuto delle campagne è infatti c’è stata soprattutto la solidarietà della gente comune con una vera corsa all’acquisto dei prodotti terremotati che ha coinvolto quasi 1 italiano su 4 (24%) fino al Santo Padre che ha incaricato espressamente l'Elemosineria Apostolica di acquistare prodotti alimentari tipici delle aree colpite da distribuiti a diverse mense caritative della città di Roma per la preparazione dei pasti donati quotidianamente alle persone bisognose e senza fissa dimora. Il crollo delle vendite, sottolinea la Coldiretti, ha colpito maggiormente i formaggi, dal pecorino alle caciotte, anche in ragione del fatto che nelle zone colpite dal sisma è radicata l’attività di allevamento. L’abbandono forzato delle popolazioni, trasferite sulla costa, e la fuga dei turisti hanno fatto venir meno la clientela, mettendo in grave difficoltà le aziende che, oltre a non vendere, devono comunque mungere tutti i giorni con la necessità di trasformare il latte o cederlo a qualche caseificio, peraltro in una situazione in cui molte strutture di questo tipo sono inagibili. In difficoltà anche il settore dei salumi, a partire da quelli pregiati a Denominazione di origine, dove al blocco delle vendite si è accompagnato quello della produzione a causa dell’inagibilità dei laboratori che si trovano nelle zone del cratere. Ma l’assenza di acquirenti sta interessando un po’ tutte le produzioni.

Filo diretto con il sindaco: Scuole- Puntellamenti zona rossa- casette- manutenzione strade

24 Feb 2017
1638 volte

E’ partito dalle scuole il sindaco Gianluca Pasqui nel dare inizio alla sua  seconda trasmissione sulle frequenze di Radioc1inblu.

 “ Le scuole, motivo di ripartenza per una  città che in realtà non si è mai fermata – ha affermato il primo cittadino- sono state sempre argomento di grande attenzione da parte della mia amministrazionePrima del terremoto avevamo già pensato all’istituto Betti come una struttura da rifare, in quanto non rispondente alla normativa sismica prevista dallo stato per la sicurezza degli edifici scolastici. Il sindaco Fanelli prima, il sindaco Conti poi e, parte del mio mandato fino al giorno del terremoto - ha proseguito- non si sono sottratti alla responsabilità di tenere i ragazzi in una struttura che, pur non avendo all’epoca danni, non era tuttavia rispondente ai parametri di massima sicurezza. Il comune di Camerino pertanto era già inserito nel bando nazionale e rientrava  in un percorso finanziario che avrebbe dovuto portare a ricostruire la sede dell’Istituto Betti. Partendo da quella problematica, oggi assolutamente amplificata, siamo in grado di dire che Camerino avrà tutte le scuole in perfetta sicurezza. La prima  graduatoria degli istituti scolastici che verranno subito ricostruiti- ha spiegato Pasqui- vede il Betti come istituto da finanziare immediatamente. Quanto all’area di riferimento per la sua costruzione si era pensato inizialmente a quella che sta ospitando l’Ipsia, perché l’idea era quella di realizzare un polo scolastico per i più piccoli in zona Le Conce e, un altro per i più grandi, nelle vicinanze del polo di Madonna delle Carceri. A seguito di un colloquio con il dirigente Rosati e dopo un incontro con tutti i docenti si è deciso però diversamente: il Betti sorgerà nell’area dove attualmente è ospitato l’istituto Salvo D’Acquisto. Nessun problema per la scuola dell’infanzia Ortolani, la cui struttura ha subìto un adeguamento sismico; nessun problema anche per l’istituto Salvo D’Acquisto che si sta costruendo con tutti i criteri antisismici, anche se in quella zona, a non lasciarmi molto tranquillo, sono le vie di fuga che non ritengo adeguate per un’affluenza importante di giovani. Grazie però all’ex presidente della regione Marche Giammario Spacca che mi chiamò subito dopo l’evento sismico dicendomi se poteva essere gradita una scuola in donazione e grazie alla Fondazione Aristide Merloni e ad un gruppo americano, probabilmente Camerino riceverà in donazione un altro istituto scolastico. Stiamo cercando di capire con il Ministero se sarà possibile utilizzare proprio questa nuova struttura per gli alunni del Salvo D’Acquisto; dovessimo riuscire nell’operazione – ha osservato Pasqui- potrei dire con soddisfazione di aver realizzato un futuro di sicurezza per tutti i giovani studenti”.

Il discorso è proseguito toccando uno degli argomenti più dibattuti e cioè quello delle procedure farraginose che allungano i tempi degli interventi, quella burocrazia che il sindaco ha definito “ il grande freno “ di ogni azione, tornando a ribadire che “non si può andare a sanare lo straordinario, l’eccezionale e l'emergenza, con norme ordinarie”.

“ Noi  sindaci- ha detto-  non possiamo esimerci dal rispetto delle leggi ma nel rispetto della legge ordinaria troviamo delle difficoltà per alcune situazioni . Ad esempio- ha spiegato- per riaprire via Seneca e per la necessaria messa in sicurezza dei palazzi dei carabinieri e Paoletti, abbiamo dovuto fare due  GTS e, nel secondo, c’è stata la prescrizione di un incarico professionale da affdare con gara, per cui sono trascorsi altri giorni. Altri passaggi obbligatori, il vaglio del progetto da parte della Regione che ha tre giorni per rispondere. Non essendo previsto il silenzio assenso, l’amministrazione comunale deve attendere comunque una risposta che, visto il momento organizzativo particolare, sarà dificile che arrivi in tre giorni.  E’ così,  gara più gara, più risposte, i giorni passano e mi chiedo perché se ad un sindaco non viene riconosciuta la capacità e la possibilità di andare avanti, non mettono  vicino ai sindaci qualche autorità competente, qualche  incaricato del governo o responsabile del ministero che riesca a velocizzare il tutto. Se per riaprire una via impiego tre mesi, per riaprire una città quanti ne impiegherò? Si punta poi spesso l'indice sulla Protezione civile per affermare magari che non è intervenuta in tempo- ha continuato Pasqui-   ma la Protezione civile sono i professionisti dell'emergenza: come possono curare l'emergenza se debbono intervenire con gare Consip e via dicendo? Questo fa capire che sicuramente c’è qualcosa da rivedere. La mia – ha puntualizzato il sindaco- non vuole essere una critica ma un punto di domanda propositivo, affinchè, laddove vi siano, le eventuali lungaggini vengano superate”. Dopo aver riaffermato la necessità di continuare con una politica condivisa tra università e comune, affinchè il territorio possa guardare avanti in maniera ottimistica, alla domanda rivolta da una ascoltarice relativa alle risultanze delle relazioni presentate dai 10 tecnici sulla zona rossa, il sindaco Pasqui, ha risposto che in base ai risultati presentati lo scorso lunedi, la zona rossa merita 159 azioni di puntellamento, interventi che fanno capire la portata del lavoro da svolgere per un'attività stimata di cirrca sei milioni e mezzo di euro. L’ufficio sta ora valutando da dove iniziare a puntellare e con quali tempistiche.

“ Ritengo che al massimo tra quindici giorni riusciremo a dare i primi segnali sulle tempistiche di riapertura, previa messa in sicurezza  della città. Al riguardo- ha aggiunto – al Campo Boario, per consentire l’accesso ad una palazzina di dieci appartamenti, andrà  demolito un edificio.  In queste ore è in corso la bonifica amianto del tetto e, a breve, potremo riaprire quell’area. Altra messa in sicurezza in atto in via Beata Battista Varano dove, salvo la parte del convento, tornerà la viabilità del passato e il parcheggio tornerà ad essere  fruibile. Per palazzo Paoletti e palazzo Carabinieri i lavori sono inziati il 21 febbraio e la ditta si è presa 30 giorni di tempo per ultimarli, dopodichè, potremo riaprire quel tratto di via Seneca”.

Più di 200 i sopralluoghi GTS effettuati alla data di sabato 18 febbraio e, dei circa 90 edifici da verificare sotto tutela Sovrintendenza, ne sono rimasti solo tre o quattro. La prossima settimana si procederà per altri 18 sopralluoghi già richiesti.  Quotidianamente dunque si sta andando avanti con passo spedito, anche se, proporzionale alle grandi difficoltà. 

Partiti anche i lavori di copertura della parte danneggiata del teatro che,  fra un paio di giorni, dovrebbero essere ultimati. Quella della zona rossa è dunque attività che sta procedendo con passo spedito. In previsione lo stesso iter anche per le 47 frazioni e i borghi che- ha detto Pasqui – “sono  importanti  quanto il centro storico”.. Anche lì le difficoltànon si contano :  Sant ‘Erasmo  e Arnano sono completamente distrutte;  su 60 allevatori danneggiati dal terremoto,  47 hanno abitazione  e stalla inagibile. Nove le tende,  sei le roulotte, tre i campers e tre le case prefabbrivate che sono stati consegnati nelle frazioni dove si è cercato di aiutare allevatori e agricoltori con azioni di volontariato.che supportassero le loro attività “ Anche per la messa in sicurezza delle frazioni – ha sottolineato il sindaco- abbiamo  dunque da portare avanti una strategi”.

Tra i temi della discussione. anche il carcere :“ Con l’amministrazione Conti- ha ricordato il primo cittadino- sembrava vicina per la comunità la possibilità  di vedere realizzata la nuova struttura del carcere e si era arrivati all’approvazione dei progetti e anche al finanziamento. Ci eravamo illusi ma  tutto si è arenato, anche per questo, ora sono molto più cauto.sulle valutazioni che ci porteranno a riavere questa possibilità.  Ma  in verità noi non desideriamo qualcosa in più rispetto a quel che avevamo perché  il carcere Camerino lo ha già e deve mantenerlo; non si può togliere ad una popolazione terremotata ciò che aveva prima del terremoto e chiunque sarà presidente del Consiglio e avrà ruoli decisionali, non potrà togliere la struttura carceraria della provincia di Macerata. Proprio qualche giorno fa- ha proseguito- ho  avuto il piacere di avere a Camerino il direttore del DAP Santi Consolo e dal colloquio sono emerse 2 ipotesi di sostenibilità: l’una è riferita ad un carcere di massima sicurezza 41 bis, l’altra ad una struttura  per il recupero dei detenuti, cioè  lavori socialmente utili- riabilitativi. Un carcere di massima sicurezza con tutta probabilità  potrebbe portare un numero più importante di addetti ai lavori- ha osservato-  ma anche l'altra soluzione potrebbe mantenere sul posto più o meno lo stesso numero di dipendenti, occupati nella casa circondariale prima del sisma. Chiaro è comunque che  il nuovo carcere non potrebbe essere più ospitato nel centro storico per diverse ragioni. Possibilità per un nuovo carcere dunque ve ne sono  e, con moderazione, lavoriamo per vedere quanto prima la partenza del  progetto riferito a una delle due ipotesi, sull’area già individuata in precedenza. Sull’una o sull’altra struttura carceraria ho chiesto una valutazione al direttore Consolo, secondo la sua esperienza  e anche secondo le caratteristiche funzionali di questo territorio”

L’ultima parte della trasmissione Pasqui l’ha dedicata alle problematiche relative alla popolazione .

“ Stiamo cercando di procedere con velocità per le casette di legno- ha dichiarato- Secondo la nostra previsione i destinatari delle SAE saranno circa 700 , quando in tutta la regione le domande si aggirano intorno al numero di 1200. Questo rende l’idea di ciò che è accaduto a Camerino dove attualmente si registrano 455 richieste per  Sae di cui 101 riferitte alle frazioni.  Per posizionare le casette sono state individuate sei aree e la Regione sta organizzando i lavori da eseguire e ha già iniziato le procedure per eventuali  espropr;  ho già avuto garanzie che il tutto avvenga prima dell’inverno prossimo   

quando, se non nella totalià, ma in numero consistente, dovranno essere pronte. Due le aee individuate a Vallicelle, l’una di 2520 e l’altra di 7000 metri quadrati; altra area in località San Paolo Le Cortine, altre due aree a San Paolo Camerino 2  ed infine un terreno a Le Mosse.  .

Quanto all'ospitalità delle persone lungo la costa ? Potranno rimanere dove sono alloggiate?. Giovedi avremo risposta ufficiale e posso già dire che sulla carta nessuno dovrebbe essere spostato in altro luogo. Non mi preoccupa tanto un eventuale spostamento ma che tutti abbiano un posto sicuro dove stare e poter mangiare quindi anche qualche piccolo spostamento penso non comporterà grande problema anche se mi auguro che ognuno possa rimanere dovè.

Quanto al patrimonio ecclesiastico e culturale della città, ha concluso il sindaco, massima tutela:” le chiese di  Santa Maria in via e san Filippo  sono state prese ina carico dal Mibac e così anche  la Chiesa di santa Caterina per la quale  consegneremo il nostro progetto che verrà seguito per l’esecuzione dei lavori. Ripartono anche appalti per 180 mila euro su alcune strade della città che il sisma aveva sospeso; in queste ore – ha detto Pasqui- abbiamo la certezza che verranno asfaltate diverse vie del quartiere San Paolo, le vie  Conti e Stoppoloni, il piazzale  Gregorio XII; un tratto di via Casali, gran parte della strada comunale Madonna delle  Carceri, la viabilità di accesso alla frazione di Strada, la strada comunale Mestica,; ci occuperemo anche della messa in sicurezza della scarpata e della corte del fabbricato ad uso deposito e officine del comune. Stiamo dunque  pensando a rimettere in piedi e in sicurezza la nostra città e dedicando attenzione ai servizi da mantenere in vita ( Giudice di pace e Agenzia delle Entrate) nel contempo,stiamo pensando anche alle manutenzioni necessarie, ritenendo giusto dare seguito agli appalti, pensati in un momento diverso”. 

Papa Francesco fa "spesa" nelle zone terremotate

23 Feb 2017
2528 volte

In Vaticano si mangiano prodotti tipici del territorio dell'alto maceratese. Una solidarietà concreta quella mostrata da papa Francesco nei riguardi della popolazione delle zone colpite dal terremoto. Mentre, infatti, sembra spegnersi il clamore mediatico sulla tragedia e forti sono gli interrogativi sulla ricostrustruzione e sul futuro, il Sommo Pontefice ha inviato l'arcivescovo Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità e Cerimoniere Pontificio, ad acquistare i prodotti tipici del territorio dell'alto maceratese che, per volontà dello stesso Bergoglio, saranno messi in vendita nei negozi dello Stato della Città del Vaticano.

 Così, accompagnato dall'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, mons. Konrad ha fatto visita ad alcune aziende e produttori, recandosi a Muccia, presso l'azienda Bartolazzi che ospita anche i prodotti del salumificio Pettacci di Visso, Casavecchia di Pievetorina, dove ha visitato il negozio Pompei, Castelsantangelo sul Nera, per incontrare i titolari dell'Antica Norcineria Alto Nera trasferitasi dopo il sisma ad Osimo, Visso, presso il prosciuttificio Cappa, per acquistare, appunto, le tipicità della zona. "Il papa ha desiderato che individuassimo nella nostra diocesi alcuni piccoli centri dove fosse possibile dare l'aiuto comprando i prodotti tipici che il nostro territorio è ancora in grado di fornire allo scopo di aiutare la popolazione – così l'arcivescovo Brugnaro – E' desiderio del Santo Padre, infatti, che si impari ad aiutare, attraverso l'acquisto di quanto prodotto, la nostra gente sostenendone il lavoro, che rappresenta la promessa migliore di speranza e di futuro. Una visita mossa dalla carità per suscitare carità. Ciò non è però sufficiente in quanto occorre che la carità squarci il velo di informazione che non sempre è rispettoso dei drammi delle piccole comunità".

konrad copertina

 

 konrad

 

konradacqusti

 

konrad brugnaro

 

(Mons. Konrad e il sindaco di Pieve Torina Gentilucci) 

 

konradgentilucci

 

 (Mons. Konrad con il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Falcucci)

konrad3

Gianni Morandi e Cesare Bocci a Camerino

22 Feb 2017
1149 volte

Calore, amicizia, emozioni, speranza. Si può sintetizzare in queste parole il significato della visita che il cantante Gianni Morandi,  accompagnato dall’attore Cesare Bocci, ha voluto fare a Camerino.

Sole splendente per una giornata che ha fatto respirare un’aria diversa alle numerose  persone riunitesi nelle diverse situazioni, per accogliere l’abbraccio sincero di due nomi importanti della musica e del cinema.

Morandi

Prima il giro della zona rossa insieme al pro rettore vicario di Unicam Claudio Pettinari; la stretta di mano del sindaco Pasqui; gli sguardi attoniti e increduli davanti a tanta distruzione. “ Si resta senza parole” – ha commentato Morandi- “ Stringe il cuore venire qui e rendersi conto di cosa voglia dire un centro totalmente abbandonato e disabitato. Sentire solo il silenzio e pensare che tutte le persone non sono più nelle loro case, è una sensazione indescrivibile. Cesare ha voluto che venissi qui e avendo lui vissuto qui in centro storico da studente universitario, credo che probabilmente avverta, anche più di me, questo senso di desolazione,”

carcere m

“ Tutti gli angoli della città, i vicoli le piazze mi ricordano gli anni che ho passato qui – ha detto Bocci- e fa male vedere tutte le bellezze di Camerino, ridotte in questo stato. Quello che davvero fa impressione è il silenzio quasi surreale.  Fuori di qui purtroppo c’è poca percezione di quello che è successo. E’ vero che non ci sono stati morti, ma il rischio è di far morire un’intera comunità e questo assolutamente non deve succedere e non  bisogna permetterlo.

Quello che si deve riconoscere ai camerti - ha aggiunto Bocci- è la grande forza di reagire da subito, il coraggio di darsi da fare; il governo, e, chi di dovere, è necessario che facciano un enorme sforzo per far rinascere questa città”.

Aperitivo e brindisi al Camerino City Park per l’abbraccio ai commercianti ai quali il cantante e l’attore hanno lasciato un piccolo messaggio di speranza, impresso su una gigantografia della città.

brindisi

 

Beuty

 

ionon crollo

 

 lorella

Renzo

Applausi e tanto calore nell’incontro successivo a Vallicelle, con la popolazione e gli studenti ospiti dei container. Morandi ha voluto salutare anche un’anziana donna costretta a letto dalla malattia e si è intrattenuto con ogni persona che gli ha rivolto parola.

 camera

 

la più anziana

Selfie, foto di gruppo e signore commosse nel vedere dal vivo i loro beniamini che hanno ricambiato l’affetto della gente  con  grande sensibilità e solidarietà. Così è stato anche nel vicino centro socio educativo riabilitativo Mille Colori dove le persone in situazione di disabilità hanno accolto festanti l’arrivo dei due personaggi dello spettacolo.

mille1

 

 

mille

 

mille 2

“ La cosa più bella la esprimono oggi gli occhi delle persone – ha sottolineato il pro rettore Pettinari- Penso che a distanza di quattro mesi questa gente che ancora non si è ripresa dalla sofferenza, in queste poche ore passate  con Gianni, abbia trascorso il momento più bello dell’ultimo periodo. Aspettavano tutti questa visita che ha significato un piccolo ritorno alla normalità. Nella vita di prima si ascoltavano le canzoni, si vedevano i film, oggi si è potuti abbandonare per un attimo i pensieri tristi. E qui nel centro Millecolori – ha aggiunto- c’è stato un grande applauso dei ragazzi disabili, questo mi ha emozionato moltissimo perché so che per loro questa presenza di due personaggi importanti venuti a salutarli, ha un valore grandissimo”.

 mille 3

A seguire il pranzo nella mensa universitaria di Colle Paradiso. Bagno di folla, autografi, mini concerto con le canzoni di Gianni, suonate alla chitarra e cantate a squarciagola da tutti i presenti.

Bar M

 

chitarra M

“Qui ci sono sorrisi, c’è voglia di musica e di stare insieme ”- ha detto Morandi  in una sala bar gremita - però stamattina sono rimasto davvero senza parole. Se non vieni qui non lo puoi capire quello che è successo. Sono io che ringrazio voi ”. “ Quello che soprattutto ci ha colpito - ha ribadito Cesare Bocci- è stato il silenzio dentro le mura cittadine ed è bello sentire qua una vivace confusione” L’attore ha poi ricordato brevemente i suoi trascorsi all’università di Camerino compresi i pasti consumati nella mensa e le interminabili partite a ping pong. “ Invece di studiare io stavo là al tavolo da ping pong, infatti mi sono iscritto nel 1978 e mi sono laureato 6 anni fa. Non fate come me”.

Bocci Morandi

Battute scherzose e sorrisi per una giornata piena di emozioni e di quel pizzico di spensieratezza che mancava da tanto.   

Caldarola, consegnati i primi moduli abitativi

22 Feb 2017
804 volte

Una bella giornata di sole ha illuminato la cerimonia ufficiale di consegna dei moduli abitativi assegnati ai cittadini di Caldarola che ne avevano fatto richiesta. Una consegna, anticipata da una semplice cerimonia e dalla benedizione di mons. Eraldo Pittori, che permette finalmente a 8 famiglie di riconquistare una dimensione di umanità dopo le violente scosse di terremoto di fine ottobre. 19 persone, 8 moduli da 2, 4 e 5 posti consegnati a chi in questi mesi si era arrangiato come meglio poteva, in roulotte, ospiti di parenti o amici, chi addirittura dormiva negli spogliatoi del campo sportivo.

benedizione

 

Da oggi, e in attesa dell'arrivo delle casette di legno, potranno nuovamente dormire in un vero letto, usufruire di bagni comuni, una sala ricreativa e addirittura un locale lavanderia grazie al costante e attento lavoro dell'Ufficio tecnico del Comune, della Protezione Civile coadiuvata dal Dipartimento Nazionale.

consegna

 

Il sindaco Luca Maria Giuseppetti nel consegnare le chiavi ha ricordato che è una sistemazione provvisoria che non solo riconsegna una dimensione di vivibilità a queste famiglie, ma soprattutto permette di riavvicinare quei caldarolesi che erano stati costretti ad abbandonare il paese ed avevano la volontà e necessità di rientrare.

Sono infatti ancora più di 1200 i cittadini che vivono in altri comuni di questi circa 250 ancora ospitati negli alberghi della costa.

“Speriamo che le promesse di Errani di consegnarci le casette di legno rispettino la tempistica prevista per la fine del prossimo autunno. Sono circa 100 case per poco meno di 400 persone. In un primo momento ne erano state richieste 130.”

 

modulo

 

Nel frattempo prosegue il lavoro dell'Ufficio Tecnico del Comune di Caldarola per procedere con l'abbattimento e la progettazione della scuola. La Gara per individuare la ditta da incaricare per l'abbattimento è stata pubblicata mentre è appena arrivata la bozza di progetto per la nuova scuola, realizzata dall'Università di Venezia, e in questi giorni al vaglio dell'Ufficio Speciale Sisma.

Camerino La nuova storia del Dada Zen

21 Feb 2017
5480 volte

“Le favole non insegnano che i mostri non esistono, le favole insegnano che i mostri possono essere sconfitti”.

E’ la frase simbolo che segna la nuova storia del Dada Zen, il locale da dove sono passati tutti i ragazzi del centro storico: Drink and Food, apericena, giovedì universitari e chi più ne ha più ne metta. L’accogliente atmosfera del Dada Zen è stata ricostruita in un nuovissimo spazio in via Le Mosse 26, all’interno dell’ex supermercato. Bellissimo il locale dotato di ogni confort e pronto ad accogliere serate e appuntamenti frizzanti grazie alla regia di Michele, vulcanico titolare sempre alla ricerca di nuove e fantasiose idee da offrire.

DADA ZEN 2

Pronti per festeggiare la forza e la rinascita di Dada Zen. Sabato 25 febbraio dalle 18 il taglio del nastro innaffiato da aperitivo Vintage.  

A seguire, per chi vorrà dalle ore 20.30 sarà nuovamente in funzione la cucina di Fausta.
Dalle 23.00 fino a tarda notte DJset con Andrea Aquili

DADA ZEN 3

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (Macerata)

Tel. 0737.633.180 / 335.536.7709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione
Piazza Cavour, 12
62032 Camerino (MC)

Tel. 0737.632.365 / Fax 0737.616.301

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo